© APSIl Clásico è la partita più imprevedibile al mondo. E la finale di Supercoppa giocata, ieri sera, a Gedda lo ha confermato ancora una volta. A uscirne vincitore è stato il Barcellona, senza dubbio la squadra più forte, ma non con quella apparente semplicità che la superiorità tecnica e collettiva, mostrata durante 103’, avrebbe potuto far immaginare. Anzi. Senza un’intuizione di Raphinha, vero MVP della Supercoppa e autore di una doppietta decisiva, il rischio era quello di trascinare la super sfida ai rigori, con un epilogo impossibile da prevedere. Una superiorità che, paradossalmente, è stata accettata anche da Xabi Alonso che ha deciso di abbassare il baricentro e schierare una difesa a 5, piazzando il proverbiale autobus davanti all’area. Capire i propri limiti è segno di intelligenza, ma quando siedi sulla panchina del Real devi sapere che una scelta del genere non può non far storcere il naso in tribuna. Il Real ha, così, deciso di aspettare il Barça e per lunghi tratti è anche riuscito a rendere sterile la manovra avversaria, andando persino per primo vicino al gol con Vinícius e Gonzalo. Poi, però, quando Lamine ha deciso di entrare in scena, l’inerzia ha cominciato a spostarsi. È sua la giocata che manda Raphinha davanti a Courtois per un gol che il brasiliano incredibilmente spreca. Un errore che non pesa, perché pochi istanti dopo è lo stesso Raphinha a costruirsi da solo il vantaggio.
Mbappé non è in condizione, scelte di Xabi Alonso difficili da capire
Sembra il momento in cui il Barcellona può indirizzare la partita, ma il Clásico non concede mai certezze. Nel recupero del primo tempo succede l’impensabile: 3 gol in pochi minuti. Vinícius mette la firma su un autentico capolavoro, ma il Real perde subito la concentrazione e Lewandowski lo punisce riportando avanti il Barça. Prima dell’intervallo, tuttavia, Gonzalo trova il 2-2. Con Mbappé in panchina, l’idea è che il protagonista del 2° tempo possa essere lui. Non lo sarà. Anzi. Poco prima del suo ingresso in campo, infatti, è ancora Raphinha a colpire i merengues, con un gol sporco, scivolando, di destro, aiutato dalla deviazione di Asencio che spiazza Courtois. Da lì in poi, la lettura delle scelte di Xabi Alonso diventa difficile da capire. Entra Mbappé, ma non è in condizione. Poco dopo esce Vinícius, l’uomo più pericoloso del Real. Tuttavia, nel finale, dopo l’espulsione di de Jong, il Madrid ha 2 occasioni enormi: Carreras e Asensio, però, sprecano. Gioco, partita, Supercoppa.
