Un trionfo che porta la doppia firma di Raphinha quello del Barcellona in Supercoppa di Spagna, che alla Città dello sport di Gedda ha sconfitto per 3-2 il Real Madrid nella quarta finale consecutiva dall'introduzione del formato a 4 squadre della competizione nel 2020. Un trionfo che vale inoltre la 16ª Supercoppa nella bacheca dei blaugrana, ora attesi in campionato dove il 18 gennaio affronteranno in trasferta la Real Sociedad. A seguire, il ritorno in Champions League previsto per mercoledì 21 sul campo dello Slavia Praga. Nel mentre, il web ha visto circolare le immagini dei festeggiamenti degli uomini di Hansi Flick, con un retroscena che non è sfuggito agli utenti e che riguarda l'ex portiere bianconero Wojciech Szczesny.
Cosa è successo
Alzata la Supercoppa, i blaugrana hanno continuato i festeggiamenti negli spogliatoi, dove la stella del Barça Lamine Yamal ha ripreso in diretta social quanto accadeva intorno a lui, incluso il balletto eseguito a fianco dei compagni Marc Casade, Alejandro Balde e Roony Bardghji. Tuttavia, lo smartphone del Golden Boy 2024 ha sorpreso anche l'ex Juve Szczesny mentre fumava una sigaretta, provocando l'immediata reazione del portiere classe 1990 - riconvocato in campo circa un mese dopo avere annunciato il ritiro - che ha così "richiamato" l'attaccante spagnolo: "Questo non si può riprendere", si sente nel video. Un momento che si aggiunge al lungo elenco dei precedenti in cui il portiere polacco è stato sorpreso a fumare, attirando non poche critiche o incorrendo in sanzioni come quella da 25 mila euro comminata nel 2015 dall'Arsenal, quando l'ex Gunners venne immortalato con una sigaretta dopo il ko con il Southampton.
Szczesny: "Non sono affari di nessuno se fumo"
In seguito, Szczesny spiegò così l'accaduto: "Non credo che il fumo mi faccia male. Sul campo da calcio lavoro il doppio. A quel tempo fumavo regolarmente e il mio coach (Arsene Wenger, ndr) lo sapeva benissimo - ha dichiarato al podcast In Lockdown - . Semplicemente voleva che nessuno fumasse negli spogliatoi e io lo sapevo. Nell'eccitazione della partita ho fumato una sigaretta mentre la squadra era ancora dentro. Sono andato all'angolo vicino alle docce, ero dall'altra parte dello spogliatoio e nessuno poteva vedermi e così ne ho accesa una. Qualcuno mi ha visto e l'ha detto al coach. Io non lo faccio davanti ai bambini perché hanno una cattiva influenza su di loro". Così invece in un'intervista rilasciata a Mundo Deportivo in seguito al trasferimento al Barcellona: "Queste sono cose che non cambio nella mia vita personale, e non sono affari di nessuno se fumo. A volte succede che qualcuno mi scatti una foto mentre sono nascosto dietro agli alberi. Non dipende da me. Ma se qualcuno pensa che cambierò qualcosa della mia vita privata può anche ricredersi, perché io sono quello che sono. Sono stato così per tutta la vita e queste cose non sono affari di nessuno. Voglio essere giudicato come portiere e non per aver tirato fuori storie che a nessuno interessano davvero". Insomma, il lupo perde il pelo ma...
