"Vuole fregarci tutti! Non siamo scimmie": festa Yamal, parla uno dei nani

Le replica dopo le accuse alla festa di compleanno di Lamine dei giorni scorsi
"Vuole fregarci tutti! Non siamo scimmie": festa Yamal, parla uno dei nani
© Redazione

Ha fatto scalpore in Spagna la notizia emersa nella giornata di lunedì, secondo cui Lamine Yamal, giovane talento del Barcellona, avrebbe ingaggiato persone affette da nanismo come parte dell’intrattenimento durante la festa per i suoi 18 anni. A denunciare il fatto è stata l’ADEE - l’Associazione delle Persone con Acondroplasia e Altre Displasie Scheletriche con Nanismo - che ha parlato apertamente di violazione della dignità umana, annunciando l’avvio di un’azione legale. La questione ha suscitato un ampio dibattito pubblico, non solo per la presenza di figure pubbliche coinvolte, ma anche per i delicati temi etici legati alla rappresentazione e al rispetto delle persone con disabilità. Sui social e nei media spagnoli si è aperto un confronto acceso tra chi condanna l'episodio e chi ne difende la natura consensuale. Ma è arrivata anche la dura risposta da parte di uno dei diretti interessati.

L'accusa dell'ADEE

Nel comunicato diffuso lunedì, l’ADEE ha duramente criticato quanto accaduto durante la festa privata di Lamine Yamal, descrivendo l’ingaggio di persone con acondroplasia come parte dell’intrattenimento come un gesto “disumanizzante”. Secondo l’associazione, eventi di questo tipo perpetuano stereotipi degradanti e alimentano l’idea che le persone con nanismo possano essere utilizzate come oggetti di divertimento.

L’ente ha inoltre ribadito che la presenza di queste persone alla festa, anche se volontaria, non può giustificare quella che definiscono una “normalizzazione della discriminazione”. Nel mirino non solo il calciatore ma anche l’organizzazione dell’evento, accusata di non aver considerato l’impatto sociale e culturale della scelta. A rispondere alle accuse è stato uno dei diretti interessati.

La replica di uno degli artisti: “Nessuno ci ha mancato di rispetto”

A offrire un punto di vista diametralmente opposto rispetto alla denuncia dell’ADEE è stato uno degli artisti presenti alla festa, intervistato da RAC1. Il performer ha preso le distanze dalla polemica, difendendo la propria presenza all’evento come libera e consapevole: Nessuno ci ha mancato di rispetto, lasciateci lavorare in pace, ha affermato con fermezza. “Non capisco perché se ne parli così tanto. Siamo solo persone normali che fanno quello che vogliono, in modo del tutto legale”, ha aggiunto, criticando apertamente l’associazione che, secondo lui, cerca di imporre limiti alla libertà individuale.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Barcellona

"Se ne parla perché era la festa di Yamal"

L’artista ha poi attaccato l’operato dell’ADEE: “Da un paio d’anni queste persone ci danneggiano. Vogliono proibirci un lavoro che amiamo e in nessun caso hanno offerto lavoro o corsi alle persone colpite”. Riguardo al tipo di intrattenimento offerto, ha chiarito: “Lavoriamo come intrattenitori. Perché non possiamo farlo? A causa della nostra condizione fisica?”. Ha infine lanciato un’accusa diretta alla nuova dirigenza dell’associazione: “C’è un nuovo presidente che si sente in imbarazzo e vuole fregarci tutti quanti. Sappiamo quali sono i nostri limiti e non li oltrepasseremo mai: non siamo scimmie in una fiera”. E sulla serata: “Eravamo solo degli invitati in più, ci siamo divertiti tutti un mondo. Tutto questo trambusto è iniziato solo perché era la festa di Lamine Yamal”.

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Ha fatto scalpore in Spagna la notizia emersa nella giornata di lunedì, secondo cui Lamine Yamal, giovane talento del Barcellona, avrebbe ingaggiato persone affette da nanismo come parte dell’intrattenimento durante la festa per i suoi 18 anni. A denunciare il fatto è stata l’ADEE - l’Associazione delle Persone con Acondroplasia e Altre Displasie Scheletriche con Nanismo - che ha parlato apertamente di violazione della dignità umana, annunciando l’avvio di un’azione legale. La questione ha suscitato un ampio dibattito pubblico, non solo per la presenza di figure pubbliche coinvolte, ma anche per i delicati temi etici legati alla rappresentazione e al rispetto delle persone con disabilità. Sui social e nei media spagnoli si è aperto un confronto acceso tra chi condanna l'episodio e chi ne difende la natura consensuale. Ma è arrivata anche la dura risposta da parte di uno dei diretti interessati.

L'accusa dell'ADEE

Nel comunicato diffuso lunedì, l’ADEE ha duramente criticato quanto accaduto durante la festa privata di Lamine Yamal, descrivendo l’ingaggio di persone con acondroplasia come parte dell’intrattenimento come un gesto “disumanizzante”. Secondo l’associazione, eventi di questo tipo perpetuano stereotipi degradanti e alimentano l’idea che le persone con nanismo possano essere utilizzate come oggetti di divertimento.

L’ente ha inoltre ribadito che la presenza di queste persone alla festa, anche se volontaria, non può giustificare quella che definiscono una “normalizzazione della discriminazione”. Nel mirino non solo il calciatore ma anche l’organizzazione dell’evento, accusata di non aver considerato l’impatto sociale e culturale della scelta. A rispondere alle accuse è stato uno dei diretti interessati.

La replica di uno degli artisti: “Nessuno ci ha mancato di rispetto”

A offrire un punto di vista diametralmente opposto rispetto alla denuncia dell’ADEE è stato uno degli artisti presenti alla festa, intervistato da RAC1. Il performer ha preso le distanze dalla polemica, difendendo la propria presenza all’evento come libera e consapevole: Nessuno ci ha mancato di rispetto, lasciateci lavorare in pace, ha affermato con fermezza. “Non capisco perché se ne parli così tanto. Siamo solo persone normali che fanno quello che vogliono, in modo del tutto legale”, ha aggiunto, criticando apertamente l’associazione che, secondo lui, cerca di imporre limiti alla libertà individuale.

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"Se ne parla perché era la festa di Yamal"