La 'nordica' Lens e l'inferno giallorosso in Champions

La squadra di Franck Haise, rivelazione dello scorso anno in Ligue 1, affronta la massima competizione europea con il supporto di una tifoseria unica
La 'nordica' Lens e l'inferno giallorosso in Champions© ANSA

Può una realtà culturale insita nel rigoroso Nord della Francia essere pervasa da un'indole "meridionale"? La risposta, guardando la città di Lens, è senza dubbio affermativa. Perché l'inferno giallorosso dello stadio Bollaert-Delelis è frutto della passione smisurata dei tifosi locali, storicamente tra i più caldi e accesi di tutto l'esagono francese. Le basse temperature di una regione storicamente uggiosa e fredda, come ben esemplificato dallo stereotipo sul quale si basa il film "Bvenue chez les ch'tis", che ha ispirato "Benvenuti al Sud", aumentano per istinto di sopravvivenza il calore umano degli autoctoni. Ed è per questo che i Sang et Or, che affrontano in trasferta il Psv Eindhoven, vivono questa stagione di Champions con il massimo entusiasmo.

Un progetto sostenibile

Campioni di Francia nella storica stagione 1997-98, quando ancora non si era registrato l'avvento dispotico del regime dell'Olympique Lione, i giallorossi hanno fatto ritorno in Ligue nella primavera del 2020. Al comando della truppa un tale Franck Haise, che da buon normanno era già in possesso del fuoco interno per scaldare gli animi locali. Due settimi posti di seguito prima dell'esplosione dell'annata scorsa, quando il 3-4-2-1 fatto di movimenti fluidi e costanti ha dato al Lens uno storico secondo posto, a un solo punto dal Paris Saint Germain. Un traguardo epico, ottenuto tra l'altro con un gioco divertente che ha conferito ai sempre fedeli supporter un premio eterno, molto più importante della qualificazione in Champions League.

A causa anche di cessioni importanti come quelle di Fofana e Openda, l'andazzo nella stagione attuale è stato finora altalenante. Mentre il Nizza di Farioli continua a dominare, la squadra di Haise è in questo momento a metà classifica. Sono ben 10 i punti di distanza dalla zona Champions League, e la spietata concorrenza lascia pensare che quest'anno sarà quasi impossibile replicare l'exploit dell'annata passata. Il progetto è però sostenibile, e le basi, su tutte quella del tecnico, sono importanti. 

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Sognando gli ottavi

Il sogno attuale dei tifosi del Lens, tuttavia, è tutto riversato in quella Champions che scalda i cuori come nessun'altra competizione. E dopo la vittoria per 2-1 sull'Arsenal arrivata in rimonta alla seconda giornata, al glorioso Bollaert-Delelis l'inferno giallorosso ha iniziato a bruciare con un'intensità ancora maggiore. Aizzata da un entusiasmo senza pari in Francia, eccezion fatta per Olympique Marsiglia e Saint-Etienne, la squadra di Haise sogna gli ottavi della competizione più focosa del pianeta. E per continuare a sognare dovrà uscire viva dal prossimo incontro al Philips Stadion. Il tutto mentre l'Arsenal e il Siviglia, prima e quarta, si sfidano all'Emirates.

Sfangarla in Olanda sarebbe un viatico quasi automatico verso gli ottavi per gli uomini di Haise, i quali hanno trasferito in Champions la forza riservata l'anno scorso al campionato. L'indole europea dei Sang et Or ha avuto la sua trasposizione nelle tre partite giocate finora nel massimo scenario continentale, dove Brice Samba e compagni hanno dato prova di non temere avversari più abituati a solcare i mari più tempestosi, e attualmente sono secondi senza aver perso neanche una partita. Il percorso è ancora lungo, ma i propositi e le intenzioni sono quelle giuste per continuare. Una parte dell'inferno giallorosso, inoltre, seguirà la squadra a Eindhoven e a Londra. Per non far mai mancare alla truppa di Haise il fuoco del sostegno incondizionato di una delle migliori tifoserie di Francia.

 

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Può una realtà culturale insita nel rigoroso Nord della Francia essere pervasa da un'indole "meridionale"? La risposta, guardando la città di Lens, è senza dubbio affermativa. Perché l'inferno giallorosso dello stadio Bollaert-Delelis è frutto della passione smisurata dei tifosi locali, storicamente tra i più caldi e accesi di tutto l'esagono francese. Le basse temperature di una regione storicamente uggiosa e fredda, come ben esemplificato dallo stereotipo sul quale si basa il film "Bvenue chez les ch'tis", che ha ispirato "Benvenuti al Sud", aumentano per istinto di sopravvivenza il calore umano degli autoctoni. Ed è per questo che i Sang et Or, che affrontano in trasferta il Psv Eindhoven, vivono questa stagione di Champions con il massimo entusiasmo.

Un progetto sostenibile

Campioni di Francia nella storica stagione 1997-98, quando ancora non si era registrato l'avvento dispotico del regime dell'Olympique Lione, i giallorossi hanno fatto ritorno in Ligue nella primavera del 2020. Al comando della truppa un tale Franck Haise, che da buon normanno era già in possesso del fuoco interno per scaldare gli animi locali. Due settimi posti di seguito prima dell'esplosione dell'annata scorsa, quando il 3-4-2-1 fatto di movimenti fluidi e costanti ha dato al Lens uno storico secondo posto, a un solo punto dal Paris Saint Germain. Un traguardo epico, ottenuto tra l'altro con un gioco divertente che ha conferito ai sempre fedeli supporter un premio eterno, molto più importante della qualificazione in Champions League.

A causa anche di cessioni importanti come quelle di Fofana e Openda, l'andazzo nella stagione attuale è stato finora altalenante. Mentre il Nizza di Farioli continua a dominare, la squadra di Haise è in questo momento a metà classifica. Sono ben 10 i punti di distanza dalla zona Champions League, e la spietata concorrenza lascia pensare che quest'anno sarà quasi impossibile replicare l'exploit dell'annata passata. Il progetto è però sostenibile, e le basi, su tutte quella del tecnico, sono importanti. 

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