© EPALe grandi dinastie non finiscono davvero: cambiano volto e voce. Il Manchester City volta pagina, ma senza strappare il libro della propria storia recente. Dopo dieci anni irripetibili, venti trofei conquistati e un dominio che ha ridisegnato il calcio inglese ed europeo, Pep Guardiola lascerà la panchina dei Citizens al termine della stagione. E la scelta della dirigenza è caduta su un uomo che quell’universo lo conosce alla perfezione: Enzo Maresca.
Una decisione forte, ma allo stesso tempo naturale. Perché l'ex Chelsea non rappresenta una rivoluzione, bensì una continuazione di un’idea calcistica che a Manchester ha creato un’epoca. Vice e uomo di fiducia di Guardiola nell'anno del triplete, il tecnico italiano raccoglierà un’eredità pesantissima con la stima totale del club e dello spogliatoio. E diventerà soltanto il secondo allenatore azzurro nella storia del City dopo Roberto Mancini, l’uomo che nel 2012 riportò il titolo in Premier League dopo 44 anni di attesa.
Maresca, l’allievo scelto per raccogliere l’eredità di Guardiola
La sensazione, all’interno dell’ambiente City, è che nessuno meglio di Maresca potesse garantire continuità tecnica e identità calcistica. Guardiola lascia un impero costruito attraverso il possesso, il controllo e una cultura del lavoro quasi ossessiva. Enzo ne è stato uno dei principali interpreti dietro le quinte. Nel corso della sua esperienza accanto a Pep ha assorbito metodologie e gestione del gruppo, costruendo però nel tempo anche una personalità autonoma. Qualità che ha poi mostrato con forza durante l’esperienza al Chelsea. A Londra, infatti, il tecnico italiano ha dimostrato di poter vincere anche da protagonista assoluto. La conquista della Conference League prima e del Mondiale per Club poi hanno certificato la crescita definitiva di un allenatore moderno, ambizioso e capace di incidere ad altissimo livello. L’addio ai Blues, arrivato all’inizio del 2026 in maniera consensuale dopo mesi complicati e risultati inferiori alle aspettative, non ha cancellato quanto costruito. Anzi. Senza di lui il Chelsea è progressivamente crollato, perdendo equilibrio e continuità fino a ritrovarsi in piena lotta per non restare fuori dalle competizioni europee.
Dal Chelsea al City: una sfida gigantesca per l’allenatore italiano
Ora per Maresca arriva la prova più importante della carriera. Sostituire Guardiola non significa soltanto sedersi su una delle panchine più prestigiose del mondo: significa gestire il peso di un confronto inevitabile con il tecnico che ha segnato un’era. Il City, però, non vuole interrompere il proprio ciclo vincente. Maresca conosce le dinamiche del club, sa come funziona la macchina organizzativa dei Citizens e soprattutto gode della fiducia di una dirigenza che vede in lui l’uomo giusto per aprire una nuova fase. Dopo gli anni di Mancini, un altro allenatore italiano guiderà il Manchester City, confermando quanto la scuola azzurra dei tecnici continui a essere apprezzata ai massimi livelli internazionali.