© Getty ImagesQuando le riveli che a Vinovo c’è chi dice che mai si era vista una giocatrice forte come lei da quelle parti, si imbarazza. Perché ad Amalie Vangsgaard, attaccante danese classe 1996, piace più esprimersi dentro l’area di rigore che non a parole. È arrivata in estate, nella trattativa con cui la Juve ha definito anche l’acquisto definitivo di Calligaris e il trasferimento di Echegini. Il tutto, proprio con il Psg, battuto 3-1 mercoledì a Biella e avversario di nuovo domani, per un ritorno da dentro fuori.
Amalie Vangsgaard, vi aspettavate di essere così dominanti contro una potenza come il Psg? «Conosco molto bene il Psg e il loro grande potenziale. Ma devo ammettere che noi siamo scese in campo molto determinate e siamo riuscite a dare il massimo contro un avversario di quello spessore».
Quello di mercoledì per lei è stato il classico gol dell’ex, ma ha esultato con grande gioia. «Nutro grande rispetto per il club, per le giocatrici e per lo staff francesi, ma per me è stato il primo gol in Champions League con la maglia della Juventus e quindi era giusto celebrarlo con quel tipo di esultanza».
Ecco, a proposito della sua esultanza: cosa significa il gesto condiviso con Girelli? Sembra che mescoliate qualcosa… «Tutti pensano che sia una cosa creativa, “pensata”. Ma in realtà è solo il risultato di un gioco tra di noi: le ho raccontato che non mi piace cucinare e lei si è resa disponibile a farlo per me, ma solo se avessi avuto il coraggio di esultare così, mescolando simbolicamente qualcosa, in caso di gol contro il Psg».
Quindi Cristiana dovrà mettersi ai fornelli: che piatto le piacerebbe mangiare? «Non ne ho ancora uno preferito, ma sicuramente uno dei grandi classici italiani».
Ha sentito qualcuna delle sue ex compagne del Psg prima o dopo il match? «Dopo un anno e mezzo passato a Parigi ho tantissime amicizie molto strette e quindi ho sentito tante compagne augurando loro il meglio, e loro a me, e dicendo che mi dispiace che questa sfida sia arrivata così presto e non, per esempio, nella fase a gironi. E con Lieke Martens, che in questo momento è in attesa di un bambino, non abbiamo parlato solo di calcio!».
Qual è la cosa a cui dovrete fare più attenzione domani? «Sarà fondamentale avere un approccio mentale forte, molto passerà da questo».
Qual è l’arma segreta che il Psg può tirare fuori e che non abbiamo visto a Biella? «Il Psg non ha un’arma segreta perché il suo valore è sotto gli occhi di tutti, è un gruppo abituato alla pressione e a disputare questi grandi match, gioca la Champions da tanti anni e nell’ultima stagione è arrivato in semifinale. Siamo ben coscienti di quello che possono mettere in campo».
