© EPAQuesta volta la semina ha portato i suoi frutti. E la frustrazione (cit.) ha lasciato posto all’energia, alla capacità di reagire in fretta e poi di crescere, progressivamente. Fino a festeggiare il bottino pieno. La Juventus esce con tre punti importanti dalla sfida in casa dell’Atletico Madrid, terza giornata della fase campionato di Champions. Ma soprattutto esce forte di un risultato che rispecchia la prestazione e ridona vigore e fiducia, dedizione, obiettivi.
La Juve vince a Madrid: Atletico ribaltato
L’attesa aggressività offensiva delle padrone di casa si vede sin da subito, con un brivido per la Juve quando dopo 3’ il direttore di gara assegna un calcio di rigore per un presunto fallo di mano in area di Kullberg: Fiamma è già sul dischetto quando il Var richiama Augustyn che poi annulla il penalty, perché il tocco è con il petto. Le bianconere prendono progressivamente le misure ristabilendo un sostanziale equilibrio e alzando il pressing con le tre attaccanti, con una prima occasione (cross di Carbonell dalla sinistra che Cambiaghi non impatta) seguita da due tentativi di Beccari e della ex Pinto. Al primo tiro nello specchio trova, invece, la rete l’Atletico Madrid, con una giocata sul filo del fuorigioco di Fiamma che dalla destra serve un perfetto assist per il destro di Sarriegi che di prima batte Peyraud-Magnin. La Juve incassa, ma dopo pochi minuti reagisce conquistando un punizione dal vertice sinistro dell’area che Godø, con una traiettoria impeccabile, trasforma nell’immediata rete del pari con cui si chiude il parziale. Pronti via nella ripresa e la difesa bianconera non legge l’inserimento di Vitoria che trova la deviazione sull’assist dalla destra di Luany, ma la traiettoria si spegne a lato, poi è efficace una ripartenza per vie centrali di Beccari non supportata da Cambiaghi che sbaglia il movimento e si fa servire in posizione di offside. Non sbaglia, invece, Bonansea, quando Carbonell pennella in area dove lei è completamente dimenticata e di testa ribalta il parziale. Con annesse proteste casalinghe per un fallo di Pinto in avvio di costruzione. Il vantaggio tira a lucido le consapevolezze delle bianconere che da quel momento collezionano tre palle gol in 15’ (con Carbonelli, Pinto e Bonansea dal limite) e, al netto di due brividi nel finale, diventano le attrici protagoniste. Il terzo gol non arriva, ma i tre punti, pesantissimi e meritati, quelli sì. Che mantengono le bianconere in alta zona playoff (7° posto) e, soprattutto, allontanano la frustrazione (cit.) di chi semina e non riesce a raccogliere. Perché a Madrid la Juve ha raccolto quelli che dovranno essere solo i primi frutti attesi. Sorriso stampato sul viso per Tatiana Pinto, al fischio finale: «È stato emozionante tornare qui per me, ma ero qui per vincere con la Juventus: questa vittoria ci darà forza e consapevolezza, sappiamo che ci saranno sfide dure». Ma questa Juve, no, non ha paura di nulla.
Atletico Madrid-Juve 1-2: il tabellino del match
Marcatrici: pt 39’ Sarriegi, 49’ Godo; st 11’ Bonansea .
Atletico Madrid (4-2-3-1): Gallardo 5.5; Lloris 5.5 (25’ st Pérez 5.5), Lauren 5, Menayo 5, Medina 6 (35’ st Rodriguez ng); Garcia 5.5 (17’ st Boe Risa 5), Vitoria 6 (17’ st Bartel 5.5); Luany 6, Fiamma 6, Otermin 5.5 (25’ st Portales 5.5); Sarriegi 6. A disp. Larqué, Bucero, Guijarro, Peñalvo, Gomez. All. Martin 5.5.
Juventus (4-3-3) Peyraud-Magnin 6.5; Kullberg 6 (40’ st Lenzini ng), Harviken 7, Salvai 6.5, Carbonell 6.5; Godo 7 (25’ st Wälti 6.5), Schatzer 6.5, Pinto 6.5 (47’ st Brighton ng); Bonansea 7, Cambiaghi 5.5 (25’ st Vangsgaard 6), Beccari 6 (40’ st Girelli ng). A disp. De Jong, Capelletti, Rosucci, Thomas, Cascarino, Calligaris, Krumbiegel. All. Canzi 6.5.
Arbitro: Augustyn (Polonia) 5.5.
Note: Ammonite Garcia, Gallardo, Godo, Pinto, Bonansea. Angoli: 4-2. Recupero tempo: pt 3’; st 8’.
