Dall’anno zero al trionfo. Così è nato lo scudetto

Un successo firmato Rossettini. E ora c’è la finale di Coppa Italia

Doveva essere l’anno zero. Quello della ricostruzione, di un tecnico nuovo alla sua prima esperienza al femminile, di nomi importanti volati oltre manica e oltre oceano e di profi li tutti da scoprire. Doveva essere il primo mattone, invece è diventato un muro. Alto, solido, bello, giallo e rosso. Perfezionato nel tardo pomeriggio di sabato quando, davanti a un “Tre Fontane” vestito a festa, la Roma ha battuto la Ternana W. e ha vinto la Serie A Women Athora cucendosi addosso il terzo scudetto della propria storia, dopo quelli del 2023 e del 2024. 

Capolavoro Rossettini

Un trofeo costruito con la continuità e con la serenità di chi non aveva pressioni, ma «l’obiettivo di tornare a essere competitivi in Italia», aveva rivelato Luca Rossettini. Lui, deus ex machina di questo capolavoro che durante la festa si è lasciato andare a un’emozione dolce fatta di famiglia, di amici scomparsi – Astori e Manninger –, di tifosi innamorati. Lui che è riuscito, giorno dopo giorno, a dare forma a una squadra che una forma doveva ritrovarla. Lui che pur partendo da solide certezze – Giugliano, Greggi, Haavi e Viens, ma anche dalla giovane Dragoni – ha avuto più di tutti il merito di far brillare chi era chiamata a prendere posti “pesanti” magari senza farli rimpiangere troppo. Riuscendoci a meraviglia: a partire da Oladipo al centro della difesa, la rivelazione per antonomasia, ma anche Rieke a cui è stato affidata la porzione di campo di una certa Kumagai, e poi ancora Bergamaschi, la cui parabola è tornata ascendente, e Corelli, romana e romanista pronta a chiudere la miglior stagione della sua carriera.

Roma, la ricostruzione è appena iniziata

Insomma, la bellezza di questo tricolore sta proprio qui. In quelle mani con cui Rossettini ha plasmato una nuova e vincente creatura, riuscendo a farla sentire forte e allo stesso tempo mai sotto pressione, consapevole delle proprie qualità e pure dei propri limiti. Modellata con il «lavoro quotidiano», parole a lui tanto care, fatta crescere senza strappi perché questo traguardo, seppur meraviglioso, possa ora essere solo un punto di partenza. Quel muro adesso deve diventare una base solida per il futuro, che a breve termine coincide con la finale di Coppa Italia e a medio termine con un altro cammino europeo. Mattone dopo mattone. La ricostruzione giallorossa è appena entrata nel vivo.

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