Dragoni al Chelsea, la rivoluzione culturale della società

Classe 2006, il suo trasferimento dal Barça al Chelsea è il più importante nella storia del calcio femminile italiano
Dragoni al Chelsea, la rivoluzione culturale della società

Giulia Dragoni al Chelsea è più di un colpo di mercato. Più di un trasferimento. Dietro quella firma sul nuovo contratto c'è un mondo. Un mondo che cambia e si trasforma. Fa la rivoluzione. E non è neanche troppo silenziosa; anzi, ora tutti se ne stanno accorgendo. L'arrivo in Premier League della prima italiana nella storia del Chelsea Women, il trasferimento più importante nella storia del calcio italiano femminile - sia a livello mediatico che economico - ha avuto un grande impatto sociale e culturale.

Modello e riferimento

A 19 anni Giulia è già un modello di riferimento per tante bambine che vanno al parco col pallone sottobraccio e hanno il suo poster attaccato in cameretta. Dragoni al Chelsea è la vittoria di tutti, il successo di un movimento culturale e sociale che ha alzato la mano: "Ora ci siamo anche noi". Il boom mediatico di questo affare rappresenta un orgoglio per il sistema calcio femminile italiano, quel muro fatto di pregiudizi frasi fatte si sta sgretolando sempre di più. E loro - Giulia ma no solo - ringraziano sorridendo, soddisfatte di quello che stanno raggiungendo dopo mille sacrifici e battaglie.

"Un esempio che rimane"

Dietro al passaggio di Dragoni al Chelsea c'è la regia del fondatore e CEO di Assist Women Alessandro Orlandi, che ha spiegato così l'importanza del trasferimento: "Le grandi operazioni finiscono negli archivi, i grandi esempi restano nella cultura di uno sport. Credo che il valore di questo trasferimento vada ben oltre i numeri o gli aspetti economici: quelli fanno notizia, ma non sono ciò che resterà nel tempo. La vera importanza è culturale. Vedere una ragazza italiana di appena 19 anni approdare in uno dei club più prestigiosi e vincenti del mondo significa allargare gli orizzonti di un’intera generazione. Dire a migliaia di bambine che oggi iniziano a giocare a calcio che certi sogni non appartengono più soltanto alle altre nazioni, ma possono diventare anche sogni italiani. Credo che operazioni di questo livello possano avere un impatto concreto anche sulla crescita della base delle tesserate italiane, di oggi e di domani. Il movimento ha bisogno di numeri, certamente, ma soprattutto di esempi credibili, positivi e vicini. Una bambina che vede Giulia arrivare al Chelsea può pensare: 'Allora si può fare davvero'. E quel pensiero, nello sport, vale moltissimo. Giulia rappresenta un modello positivo, perché dietro questo traguardo non ci sono scorciatoie. Ci sono talento, sacrificio, disciplina, educazione e la capacità di affrontare ogni passo con maturità. È questo il messaggio più importante che arriva alle nuove generazioni".

La vittoria del movimento

Il percorso di Dragoni è la storia di una predestinata, supportata fin dal primo giorno da Assist Women, agenzia leader nel femminile e porto sicuro per molte calciatrici sia a livello nazionale che internazionale: "Per noi di Assist Women è motivo di grande orgoglio - continua Orlandi -. Mi piace pensare che, oltre a essere un’agenzia, siamo una vera e propria fabbrica di sogni. Ogni giorno lavoriamo dietro le quinte affinché il talento delle nostre ragazze trovi l’ambiente migliore per crescere, senza cercare i riflettori, ma cercando di costruire percorsi solidi e duraturi. Quando un trasferimento come questo si realizza, non vince soltanto una calciatrice. Vince tutto il movimento. Vince il calcio femminile italiano, che acquisisce credibilità agli occhi del mondo, e vincono tutte quelle famiglie che oggi decidono di investire nelle passioni delle proprie figlie sapendo che esiste un percorso reale verso l’élite internazionale. Se anche una sola bambina, guardando Giulia con la maglia del Chelsea, inizierà a credere un po’ di più nei propri sogni, allora questo trasferimento avrà avuto un valore che nessuna cifra economica potrà mai misurare". Per Assist Women l'obiettivo è quello di far capire anche all'esterno la crescita e il potenziale del movimento; più che un traguardo, è quasi una ragione di vita. La società cambia, il mondo si trasforma. E le bambine vanno al parco con il pallone sottobraccio. Sognando Giulia Dragoni.

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