GINEVRA (Svizzera) - Il sogno delle azzurre agli Europei si interrompe in semifinale contro l'Inghilterra con una doppia beffa: prima il pari al vantaggio di Bonansea al minuto 96', poi il ko al 120' con un rigore molto dubbio sul quale non è bastata la respinta di Giuliani. Al termine della gara un mix di orgoglio e rimpianti con il ct Andrea Soncin che ha analizzato in conferenza stampa il percorso fatto dalla Nazionale a Ginevra: “Così fa male però dobbiamo essere tutte orgogliose per il percorso che abbiamo fatto. Prima dell’Europeo dicevano che difficilmente avremmo superato il girone, con la Norvegia ci davano per sconfitte e siamo andate oltre. Questa sera dicevano che non saremmo scese neanche in campo e invece eravamo a un minuto da una finale che le ragazze avrebbero meritato per il loro percorso. Ma questo è il calcio e a volte capita di non raccogliere quanto meritato. C’è grande orgoglio, ma ovviamente anche tanta amarezza per una sconfitta in cui eravamo a un passo dalla finale, fa male pensare a quello che poteva essere, però dobbiamo essere orgogliose di quanto fatto”.
Soncin sul rigore
Una crescita incredibile di un intero movimento che gli Europei hanno valorizzato ancora di più. Ora l'importante è non disperdere quanto fatto: “Sono state gettate le basi per continuare a crescere. Il fatto di essere arrivate a un minuto dalla finale e non averla raggiunta ci deve dare uno stimolo per fare un altro step per arrivare a gestire meglio queste gare. Continueremo a crescere sicuramente anche se ci vorrà qualche giorno per mettere da parte l’amarezza, ma poi riprende il lavoro, il monitoraggio costante delle ragazze e il rapporto con i club che sono le cose che sono alla base per dare valore a quello che le ragazze fanno in campionato e raccogliere i frutti quando arrivano in Nazionale. Abbiamo un altro obiettivo futuro che è quello di conquistare il Mondiale in Brasile. Guardiamo avanti”. E sull'episodio del rigore a Soncin sorge un dubbio: “L’ho visto di sfuggita, mi sono confrontato coi collaboratori che lo stavano rivedendo e si trattenevano a vicenda. Mi verrebbe da chiedervi se nell’altra area, a quel punto della gara, sarebbe stato fischiato. Non lo so. È un rigore che ci può stare come no perché la trattenuta è reciproca e leggera”.
"Fiducia per il futuro"
Sulla crescita che può continuare ad avere il calcio femminile in Italia, il ct spiega: “Le altre sono tutte nazioni che hanno iniziato in anticipo il percorso che abbiamo iniziato a fare noi. I club si stanno strutturando molto bene, strutturando molto bene i settori giovanili e questo richiede tempo. Ma non è un caso che quest’anno sono arrivate in semifinale le rappresentative Under 17 e Under 19, questo è il sintomo di quello che sta nascendo sotto. Magari i frutti non li raccoglierò nemmeno io perché arriveranno nel medio periodo. È un percorso condiviso fra Federazione, divisione e club, ma questi risultati possono dare maggiore consapevolezza che siamo vicine ed essere uno stimolo per le più giovani per continuare a sognare di vestire la maglia azzurra. E su questo abbiamo centrato l’obiettivo perché abbiamo acceso la passione non solo in tante bambine, ma anche in tanti bambini che magari guarderanno il calcio giocato dalle donne diversamente e saranno adulti che porteranno più rispetto alle ragazze che giocheranno a calcio”. E conclude: "Sarà sempre il campo a determinare le giocatrici che saranno meritevoli di far parte della Nazionale. Da quando ho iniziato questo lavoro l’obiettivo principale è stato monitorare tutte le ragazze convocabili per cercare di alzare il livello di competitività interna e questo ha portato grossi vantaggi. Vedendo quanto stanno investendo e portando avanti i club e la Federazione c’è molta fiducia per il futuro”.
