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Tebas: "Messi non andrà in Serie A. In Italia troppi debiti"

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Il presidente della Liga è convinto che l'argentino del Barcellona non approderà nel nostro campionato: "La situazione economica del calcio italiano è complicata"

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© Marco Canoniero
martedì 7 aprile 2020

MADRID (Spagna) - In piena crisi per il Coronavirus, Javier Tebas, presidente della Liga, chiude le porte ad un approdo in Serie A di Lionel Messi, fuoriclasse argentino del Barcellona: "La crisi per il Coronavirus è globale, ma in ogni Paese è differente. Il livello di indebitamento del calcio italiano è molto elevato, il doppio di quello di Liga e Bundesliga, con un giro d'affari inferiore. La situazione economica della Serie A è molto più complicata e la soluzione non può essere ingaggiare Messi. E comunque non credo andrà via".

"Il Real esclude il ritorno di Cristiano Ronaldo"

Tebas: "Cristiano Ronaldo non ha fatto diminuire i ricavi"

"Parlo a livello globale, perché ogni club ha la sua storia. Per capire la situazione di un campionato si guardano le cifre di ricavi e dei debiti. Questo rapporto in Serie A è molto stressante per l'economia del calcio italiano - ha continuato Tebas, che in passato è stato vicino a diventare amministratore delegato della Lega Serie A -. A me piacerebbe tenere Messi, e non credo che lascerà la Spagna. Ma quando andò via Cristiano Ronaldo, tutti dicevano che sarebbero diminuiti i ricavi e invece sono aumentati quelli dei diritti Tv. Anche in Portogallo. Una stella può aiutare ma non è imprescindibile per far crescere una competizione, ci sono anche altri strumenti".

Tebas: "FFP deve restare così com'è, no alla Superlega"

Discutere su come gestire la classifica del campionato se non verrà concluso "è un dibattito sterile che genererebbe solo conflitti di interesse come sta succedendo in altri Paesi", afferma Javier Tebas, chiarendo che degli effetti sportivi di un blocco definitivo del campionato spagnolo "si parlerà solo quando saremo sicuri di non poter continuare a giocare". In una videoconferenza con i media internazionali, il presidente della Liga ha sottolineato poi che "per il calcio europeo è importante che il Fair play finanziario resista come è, nessun club può approfittare della crisi legata al Coronavirus per non pagare. Ci sarebbe il rischio di un effetto domino". E ha bocciato anche l'idea di nuovi format, inclusa la Superlega: "In questa situazione genererebbe ancora maggiore crisi per tutti, sarebbe un fallimento".

Tebas: "La Liga riparte tra il 28 maggio e il 28 giugno"

La Liga potrebbe riprendere già il 28 maggio nel migliore delle ipotesi. Lo sostiene il presidente Javier Tebas. "Di tutti i diversi scenari che abbiamo visto con la Uefa per la ripresa delle competizioni, i più probabili sono il 28 maggio, il 6 giugno o al massimo il 28 giugno", ha spiegato nel corso di una videoconferenza con giornalisti internazionali. "Non possiamo indicare una data precisa. Questo ci sarà comunicato dalle autorità spagnole". Riguardo l'impatto economico, il numero uno della Liga ha proseguito: "Se non tornassimo a giocare, le perdite ammonterebbero a un miliardo di euro. Se riuscissimo a tornare giocare ma senza spettatori, sui 300 milioni. In caso di ripresa con pubblico, i danni sarebbero comunque di 150 milioni di euro".

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