Il Genoa rimette gli occhi su Perin. La Juve riflette, ma senza sostituto...

Decisivo il rapporto con De Rossi e la voglia di giocare con più continuità. Nei giorni scorsi i primi sondaggi per un ipotetico prestito semestrale. In porta, con il ko di Pinsoglio, la coperta dei bianconeri è corta: prima va trovata l’alternativa

TORINO - Genova lo richiama a sé, come un porto che non dimentica le sue vele migliori. E Mattia Perin, che quel mare l’ha respirato da ragazzo e da uomo, non può restare indifferente. Anche perché le lancette scorrono veloci, e all’alba dei 34 anni - con un contratto che scadrà nel giugno del 2027 - è più che lecito interrogarsi sul proprio futuro. Specie se senti di poter dire ancora la tua tra i pali, dopo quattro stagioni passate a fare il vice di Szczesny - prima - e Di Gregorio - poi. L’arrivo in panchina di Spalletti non ha intaccato minimamente le gerarchie bianconere: il titolare è e resta l’ex Monza. Guai dunque ad illudersi che possa prefigurarsi uno scenario simile a quello della passata stagione, con Perin che - di giornata in giornata - si contendeva una maglia da titolare con Di Gregorio. Il Genoa ha intuito il momento, e negli scorsi giorni ha iniziato a sondare il terreno per comprendere la fattibilità di un eventuale ritorno di Perin in rossoblù. Il tutto sfruttando una scorciatoia d’intesa da non sottovalutare: l’eccellente rapporto tra Perin e il neo tecnico del Genoa, Daniele De Rossi, all’insegna del rispetto e della stima reciproca.

Il Genoa ci pensa

Una sintonia rara, nata nei corridoi di Coverciano e mai consumatasi davvero. DDR, chiamato in extremis al posto di Vieira per instradare il Genoa nella corsa salvezza, vorrebbe affidare le chiavi della porta a un profilo navigato. Un leader emotivo, utile per riportare l’ordine in uno spogliatoio appesantito dagli strascichi di un avvio di stagione al di sotto delle aspettative. Al momento si tratta di un’idea, corroborata dalle prime carezze telefoniche degli scorsi giorni. Troppo presto ancora per parlare di una formula, anche se la strada più semplice sembra coincidere con un prestito semestrale. Allo stesso modo, è ugualmente complesso comprendere se la Juventus possa aprire all’addio del suo numero 1. Anche perché di offerte vere e proprie non si è vista ancora l’ombra. Di certo, la situazione in porta dei bianconeri non è delle migliori per mettere in conto un’eventuale uscita a gennaio: Pinsoglio è ancora alle prese con l’infortunio al polpaccio, e non dovrebbe tornare arruolabile prima del 2026.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calciomercato

Futuro ancora da definire 

Difficile, dunque, che la Juventus decida di lasciar partire Perin senza aver individuato prima un’alternativa. Sia questa low cost, o che coincida con la promozione definitiva in prima squadra di uno tra Scaglia, Fuscaldo e Mangiapoco (tutti e tre già convocati almeno una volta dall’inizio della stagione). Ma soprattutto, l’eventuale partenza di Perin avrebbe del clamoroso per ciò che rappresenta all’interno del gruppo squadra bianconero: un leader carismatico, presente e disponibile con i nuovi arrivati, oltreché un ponte tra staff e giocatori. Chiaro però che se dovesse essere lui stesso a spingere per la cessione, la Juventus - che per ora non ha intenzione di prolungare il suo contratto - accoglierebbe la richiesta, nella speranza di trovare una soluzione che possa far contenti tutti. E allora il destino di Perin resta sospeso tra passato e futuro, tra ciò che Genova può offrirgli e ciò che la Juventus è disposta a concedere. Per ora siamo nel campo delle suggestioni. Nulla di definito, nulla di irreversibile. Solo un orizzonte che si apre e si richiude, mentre il mercato si prepara a entrare nel vivo.

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TORINO - Genova lo richiama a sé, come un porto che non dimentica le sue vele migliori. E Mattia Perin, che quel mare l’ha respirato da ragazzo e da uomo, non può restare indifferente. Anche perché le lancette scorrono veloci, e all’alba dei 34 anni - con un contratto che scadrà nel giugno del 2027 - è più che lecito interrogarsi sul proprio futuro. Specie se senti di poter dire ancora la tua tra i pali, dopo quattro stagioni passate a fare il vice di Szczesny - prima - e Di Gregorio - poi. L’arrivo in panchina di Spalletti non ha intaccato minimamente le gerarchie bianconere: il titolare è e resta l’ex Monza. Guai dunque ad illudersi che possa prefigurarsi uno scenario simile a quello della passata stagione, con Perin che - di giornata in giornata - si contendeva una maglia da titolare con Di Gregorio. Il Genoa ha intuito il momento, e negli scorsi giorni ha iniziato a sondare il terreno per comprendere la fattibilità di un eventuale ritorno di Perin in rossoblù. Il tutto sfruttando una scorciatoia d’intesa da non sottovalutare: l’eccellente rapporto tra Perin e il neo tecnico del Genoa, Daniele De Rossi, all’insegna del rispetto e della stima reciproca.

Il Genoa ci pensa

Una sintonia rara, nata nei corridoi di Coverciano e mai consumatasi davvero. DDR, chiamato in extremis al posto di Vieira per instradare il Genoa nella corsa salvezza, vorrebbe affidare le chiavi della porta a un profilo navigato. Un leader emotivo, utile per riportare l’ordine in uno spogliatoio appesantito dagli strascichi di un avvio di stagione al di sotto delle aspettative. Al momento si tratta di un’idea, corroborata dalle prime carezze telefoniche degli scorsi giorni. Troppo presto ancora per parlare di una formula, anche se la strada più semplice sembra coincidere con un prestito semestrale. Allo stesso modo, è ugualmente complesso comprendere se la Juventus possa aprire all’addio del suo numero 1. Anche perché di offerte vere e proprie non si è vista ancora l’ombra. Di certo, la situazione in porta dei bianconeri non è delle migliori per mettere in conto un’eventuale uscita a gennaio: Pinsoglio è ancora alle prese con l’infortunio al polpaccio, e non dovrebbe tornare arruolabile prima del 2026.

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