Joao Mario, chi l'ha visto? Assist dalla Premier per l'exit strategy Juve

Con Spalletti non ha spazio e ha giocato solo 11 minuti: a gennaio può partire. Il terzino, arrivato al posto di Alberto Costa, è seguito in Inghilterra

Da freccia lusitana a desaparecido il passo è stato, terribilmente, breve per Joao Mario, del quale da tempo ormai si sono perse le tracce. Roba da telefonare a “Chi l’ha visto”. Arrivato con credenziali e aspettative importanti, il laterale destro portoghese aveva già giocato a sprazzi durante la gestione Tudor (7 presenze in campionato e 2 in Champions) per poi sparire, letteralmente, dal campo con l’avvento di Luciano Spalletti. Incredibile ma vero. Il tecnico di Certaldo, infatti, l’ha impiegato finora per appena 11 minuti in Serie A. Tutti disputati alla prima del tecnico sulla panchina bianconera contro la Cremonese.

Spalletti, messaggio chiaro

Era il primo novembre: da allora l’ex Porto non ha più messo piede sul rettangolo verde in A. Zero minuti collezionati nelle 5 giornate successive di campionato contro Torino, Fiorentina, Cagliari, Napoli e Bologna a evidenziare come Joao Mario non sia nei piani spallettiani. Al Dall’Ara addirittura non è stato neanche fatto il quinto cambio. Per la serie: di questo passo JM rischia di non entrare mai. Tanto che si può, tranquillamente, parlare di bocciatura. Anche perché il quadro della situazione non migliora affatto, se estendiamo il discorso alle coppe. Pure in Champions League il classe 2000 non è mai stato impiegato in campo da Spalletti, che l’ha relegato al ruolo di spettatore contro Sporting, Bodo e Pafos.

Joao Mario ai saluti

È andata leggermente meglio - si fa per dire - in Coppa Italia, competizione nella quale, nonostante il turnover, Joao si è dovuto accontentare di uno spezzone da 18 minuti. Di questi tempi meglio di niente, anche se nei prossimi giorni i suoi rappresentati sono intenzionati a fare il punto della situazione con la dirigenza juventina. Il terzino finora aveva sempre tenuto duro dinanzi alle esclusioni dall’undici titolare, convinto di dover spingere al massimo in allenamento per prendersi una maglia da titolare. Missione possibile se qualcuno crede davvero in te. Altrimenti meglio iniziare a guardarsi intorno, visto che gennaio si avvicina e può offrire una possibilità d’uscita. Per tutti.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calciomercato

Crystal Palace, i piani per la fascia

Ecco perché bisogna fare attenzione a chi come il Crystal Palace è alla ricerca di uno specialista di fascia destra: i londinesi sono sulle tracce di Sacha Boey del Bayern Monaco, quest’ultimo cercato in estate dalla stessa Juve. E proprio dalla Continassa potrebbe arrivare un assist ai vincitori dell’ultima FA Cup. Dovesse sfumare l’ex Galatasaray, un nome gradito in casa Palace come possibile piano B sarebbe quello di Joao Mario. Per ora non si è andati al di lá di qualche primo sondaggio, ma meglio restare con le attenne dritte.

Anche perché lo scarso minutaggio ricevuto impone delle riflessioni a stretto giro di posta. Ecco perché l’opzione di vedere Joao Mario traslocare altrove, è tutt’altro che da scartare. Se poi la Juve dovesse recuperare l’investimento fatto (11,4 milioni), a quel punto i presupposti per una separazione indolore ci sarebbero tutti. Con l’arrivo di un sostituto con caratteristiche più adatte allo stile di gioco di Spalletti, che va a caccia del quarto posto.

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Da freccia lusitana a desaparecido il passo è stato, terribilmente, breve per Joao Mario, del quale da tempo ormai si sono perse le tracce. Roba da telefonare a “Chi l’ha visto”. Arrivato con credenziali e aspettative importanti, il laterale destro portoghese aveva già giocato a sprazzi durante la gestione Tudor (7 presenze in campionato e 2 in Champions) per poi sparire, letteralmente, dal campo con l’avvento di Luciano Spalletti. Incredibile ma vero. Il tecnico di Certaldo, infatti, l’ha impiegato finora per appena 11 minuti in Serie A. Tutti disputati alla prima del tecnico sulla panchina bianconera contro la Cremonese.

Spalletti, messaggio chiaro

Era il primo novembre: da allora l’ex Porto non ha più messo piede sul rettangolo verde in A. Zero minuti collezionati nelle 5 giornate successive di campionato contro Torino, Fiorentina, Cagliari, Napoli e Bologna a evidenziare come Joao Mario non sia nei piani spallettiani. Al Dall’Ara addirittura non è stato neanche fatto il quinto cambio. Per la serie: di questo passo JM rischia di non entrare mai. Tanto che si può, tranquillamente, parlare di bocciatura. Anche perché il quadro della situazione non migliora affatto, se estendiamo il discorso alle coppe. Pure in Champions League il classe 2000 non è mai stato impiegato in campo da Spalletti, che l’ha relegato al ruolo di spettatore contro Sporting, Bodo e Pafos.

Joao Mario ai saluti

È andata leggermente meglio - si fa per dire - in Coppa Italia, competizione nella quale, nonostante il turnover, Joao si è dovuto accontentare di uno spezzone da 18 minuti. Di questi tempi meglio di niente, anche se nei prossimi giorni i suoi rappresentati sono intenzionati a fare il punto della situazione con la dirigenza juventina. Il terzino finora aveva sempre tenuto duro dinanzi alle esclusioni dall’undici titolare, convinto di dover spingere al massimo in allenamento per prendersi una maglia da titolare. Missione possibile se qualcuno crede davvero in te. Altrimenti meglio iniziare a guardarsi intorno, visto che gennaio si avvicina e può offrire una possibilità d’uscita. Per tutti.

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