I motori tedeschi sono da sempre sinonimo di potenza e affidabilità. L’Inter, per il futuro, pensa a un quattro cilindri. Sin dal suo arrivo, Cristian Chivu ha immaginato una variazione sullo spartito tattico degli ultimi anni, quel 3-5-2 che garantisce solidità e coralità, ma che spesso soffoca la fantasia dei singoli. Il progetto, finora accantonato, tornerà d’attualità con il mercato. Rivedere la difesa a tre, però, è fuori luogo: stravolgerebbe uno dei punti di forza della squadra, la catena sinistra di Bastoni e Dimarco. Di conseguenza, l’assetto del futuro dovrebbe avvicinarsi al 3-4-2-1, ridisegnando in primis il centrocampo: i fari interisti puntano a nord. Martedì sera Piero Ausilio e Dario Baccin erano a Bergamo per assistere alla disfatta dell’Atalanta con il Bayern Monaco. Al di là della vicinanza, mille motivi, compresa un po' di nostalgia per quella Champions League salutata anzitempo, o uno sguardo al prossimo avversario in campionato, in un ciclo diventato delicato dopo il derby. Ma anche il mercato vuole la sua parte e nel finale è entrato Leon Goretzka: non che i due siano andati alla New Balance Arena per lui - peraltro nelle precedenti gare di Champions aveva giocato solo scampoli di gara - ma il centrocampista stuzzica viale della Liberazione. Classe ’95, saluterà il Bayern a fine stagione a parametro zero. Lo ha annunciato lui stesso di recente - “Voglio giocare ad alto livello all’estero” - ed è per questo che il suo impiego da parte di Vincent Kompany si è rarefatto. Degli approcci tra il suo entourage e la dirigenza interista ci sono già stati, in Italia non piace solo ai nerazzurri: Antonio Conte lo vorrebbe al Napoli, anche Juventus e Milan sono alla finestra. L’ostacolo è rappresentato da un ingaggio molto alto, dato che in Baviera guadagna circa 7 milioni di euro a stagione e non pare propenso a tagli.
Il ritorno di Stankovic
Come pure le sirene dall’estero: anche l’Atletico Madrid ha già bussato alla porta, mentre in Premier ci pensa l’Arsenal. Proprio il diretto interessato, nei giorni scorsi, ha dato qualche indizio: “Sole o pioggia? Beh, chi non preferisce il sole. Ma non deciderò in base al meteo”. A Milano, di tanto in tanto, il sole spunta, di sicuro più che a Londra. Se Goretzka, campione di tutto nel 2020 con il Bayern, rappresenta l’obiettivo ad alta quota, l’altro innesto che l’Inter programma nel reparto ha fattezze familiari. L’idea sarebbe di costruire una mediana a due, con Barella e Sucic particolarmente adatti tra i giocatori in rosa (più Mkhitaryan come jolly), il tedesco o un altro nome di simile livello, e il ritorno di Aleksandar Stankovic. Il figlio di Dejan, nato a Milano e cresciuto nell’Inter, sta facendo benissimo al Club Brugge, al punto che mezza Europa è sulle sue tracce, dall’Atletico a Chelsea e Arsenal. I nerazzurri, però, hanno fatto i compiti a casa: nel momento di cedere ai belgi il classe 2005 per circa 10 milioni di euro (più il 15% sull’eventuale futura rivendita), hanno concordato una ricompra da 23 milioni nella prossima estate e da 25 milioni nel 2027. L’idea, dopo l’exploit - Chivu peraltro lo conosce benissimo dai tempi delle giovanili -, è di riportarlo alla base sin da subito, rimandando al mittente qualsiasi proposta, purché non irrinunciabile, per farne un perno del nuovo centrocampo: c’è una rivoluzione in serbo.