Inzaghi: "In Arabia Saudita vivo non bene, ma di più. Io ct dell'Italia? Lusingato ma..."

L'ex allenatore dell'Inter: "Mi fa un grande dispiacere che la Nazionale non sarà ai Mondiali per la terza volta di fila. Sono sicurissimo che il calcio italiano si riprenderà molto presto"

"Nostalgia dell'Italia? Ti assicuro di no: qui vivo non bene, ma di più. In Arabia Saudita ho trovato una situazione fantastica sotto tutti i punti di vista: lo stile di vita, le infrastrutture sportive e non, la serenità che riesce ad accompagnarti anche in un lavoro che può essere stressante come il mio". Così Simone Inzaghi, attuale allenatore dell'Al-Hilal, in una intervista concessa al quotidiano 'Libertà' in occasione dei suoi 50 anni. "Il mio nome come possibile successore di Gattuso? Lusingato, ma come ho detto, sto bene qui e ho un altro anno di contratto con l’Al Hilal - ha proseguito - Mi fa un grande dispiacere che l’Italia non sarà ai Mondiali per la terza volta di fila, sono italiano al cento per cento, mio fratello un Mondiale lo ha anche vinto. Sono sicurissimo che il calcio italiano si riprenderà molto presto, lo seguo sempre con la massima attenzione. Detto questo, ho lasciato l’Italia del calcio per una serie di motivi".

Inzaghi e i motivi che lo hanno portato in Arabia

"Guadagnare tanto fa piacere, è ovvio (è il più pagato del mondo, 27 milioni netti all’anno ndr), ma a spingermi qui sono state altre considerazioni, non avevo bisogno di denaro, per fortuna - ha concluso l'ex tecnico dell'Inter - Quali? La voglia di provare un’esperienza completamente nuova in un ambiente completamente nuovo. Gli anni all’Inter sono stati molto soddisfacenti dal punto di vista professionale (uno scudetto, tre Supercoppe, due Coppe Italia, due finali Champions, ndr), ma anche molto stressanti. Ho sentito il bisogno di rivivere il calcio ad alto livello, ma staccando la spina da un carico di pressioni che era diventato molto pesante".

 

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