Dopo l’assist di Spalletti, anche quello di Yildiz. Ora la resa dei conti, con l’obiettivo però di farli quadrare: Dusan Vlahovic e la Juventus si sono dati appuntamento per discutere del futuro. Da una parte c’è l’evidente necessità dei bianconeri di cambiare i connotati al reparto d’attacco - ancor prima di confermare o meno Dusan, l’idea è quella di cedere sia Openda, sia David -, dall’altra ci sono invece i margini di manovra, le volontà reciproche, la voglia - ma quanta? - di venirsi incontro e perciò di trovare un compromesso. Ecco, si riparte da qui. Da un accordo trovato su durata (due anni) e stipendio, ma non sui milioni (circa 6, di base) che teoricamente, e solo teoricamente, vanno alla voce “dettagli”, ossia commissioni e bonus alla firma.
Dal Milan al Bayern Monaco
Vlahovic ha preso tempo. L’ha fatto sin dall’inizio, in realtà. Prima per capire le condizioni del suo ritorno in campo, poi per vedere il tipo di mercato pronto a svilupparsi attorno alla sua situazione. Del resto, a parametro zero fa gola praticamente a tutte le big. E se in Italia si è interessato il Milan (e pure l’Inter, un pensierino, l’ha comunque fatto), i sondaggi più credibili sono arrivati dall’estero. In primis quello del Bayern Monaco, all’interno del quale però dovrebbe fronteggiare il dualismo con Harry Kane, e non con buone possibilità di superarlo.