C’è una Lazio in vendita. Da intendersi come squadra e non club, visto che la società - nonostante il tam tam mediatico - rimarrà saldamente nelle mani del Presidente Claudio Lotito. Ci sono invece una dozzina di calciatori che appaiono pronti a fare i bagagli nella sessione estiva di mercato, salutando definitivamente Formello. Ma andiamo con ordine per mettere in campo la formazione dei biancocelesti in partenza. Tra i pali Ivan Provedel che potrebbe essere sacrificato sull’altare del giovane enfant prodige Motta: per l’estremo difensore scuola Chievo occhio all’Inter, che ha già chiesto informazioni, oltre al Bologna dove c’è quel Giovanni Sartori che lo conosce bene proprio dai tempi di Verona. Il reparto biancoceleste a essere rivisitato maggiormente nelle prossime settimane è quello difensivo, dove in tanti appaiono pronti a fare il check-out da Formello. A partire dalla coppia di centrali titolari formata da Mario Gila (piace a Milan e Atletico Madrid, oltre a essere apprezzato da Inter, Napoli e Juve) e Alessio Romagnoli (occhio al clamoroso ritorno dell’Al Sadd di Mancini). Trolley pronto anche per Gigot (può tornare in Francia); mentre sulle corsie laterali saluterà sicuramente Hysaj (in scadenza il 30 giugno) e almeno uno tra Luca Pellegrini (piace al Como) e Nuno Tavares (ha mercato in Arabia e Turchia). Pure in mezzo al campo ci sono un paio di elementi il cui futuro sarà lontano dalla Capitale: a partire da Toma Basic, il cui rinnovo era legato alla permanenza di Sarri.
Il sacrificio di Zaccagni sull'altare del bilancio
Con l’addio ormai scontato dell’allenatore toscano volerà altrove anche il mediano croato, che vanta diversi estimatori sia in Italia sia in Bundesliga. Chi invece era già destinato a partire a gennaio e sarà ceduto con 6-7 mesi di ritardo è il regista Belhayane, per il quale si attendono offerte. Dulcis in fundo l’attacco, che verrà stravolto tra addii eccellenti e partenze di chi ha deluso. La perdita più dolorosa potrebbe essere quella di capitan Mattia Zaccagni, sacrificabile per esigenze di bilancio. Senza coppe europee il fantasista può essere venduto per togliersi il suo pesante ingaggio (3,5 milioni netti). Discorso simile per Boulaye Dia che ha deluso; mentre Pedro (niente rinnovo) valuta addirittura il ritiro. Non scatterà, infine, l’obbligo di riscatto per Daniel Maldini, che rientrerà all’Atalanta: la Lazio - qualora avesse vinto la Coppa Italia e col conseguente ingresso in Europa League - avrebbe dovuto sborsare 14 milioni.
