TORINO - Madrid come centro di gravità permanente dell’estate bianconera. L’asse con la capitale è duplice: dalle trattative con l’Atletico per i soliti noti (Sorloth e Nico Gonzalez), a quelle altrettanto fitte con il Real, che nel frattempo ha archiviato una “noia” mica da ridere: la questione presidenziale, con la riconferma in cattedra di Florentino Perez. Cruciale per provare a tracciare la linea operativa che il club porterà avanti nelle prossime settimane. Le questioni sul tavolo sono diverse, a cominciare da Brahim Diaz. Il fantasista marocchino, fin qui, non si è detto per nulla preoccupato in merito ai potenziali innesti dei blancos. Anzi: è convinto che, in ogni caso, avrà modo di ritagliarsi un ruolo da protagonista nel corso della stagione. A meno che - ovviamente - non sia Mourinho a suggerirgli di cambiare aria, a fronte del potenziale rientro a casa di Nico Paz. Ma non sarà di certo lui a puntare i piedi per terra e a chiedere la cessione. La palla ce l’ha solo e soltanto il Real. La Juve, pur di assicurarsene le prestazioni, si è detta disposta ad accettare anche solo la formula del prestito secco senza diritto di riscatto.
