Caro De Ligt, vai pure via. Peccato Morata

Caro De Ligt, vai pure via. Peccato Morata

Se il tifo è una fede, molto meno lo è il calcio inteso come mestiere. Oggi sei qui, domani altrove. Finché un giocatore ha tanto valore sul mercato è assolutamente legittimo che cerchi di migliorare se stesso, nel prestigio e nel portafoglio. Inutile ripetere concetti ormai desueti financo patetici: le bandiere non esistono più, al loro posto affermati professionisti che non servono né la patria né la maglia ma la società che li paga. Quel lato romantico del calcio, dunque, non esiste più? È materiale per gli storici che rimpiangono altri tempi? Rispetto al passato oggi gli atleti hanno più possibilità di parlare direttamente e senza filtri. Colpisce quindi nel giorno dell’addio definitivo di Alvaro Morata quel post intriso d’amore per la Juventus e per Torino firmato insieme alla famiglia. Parole autentiche e veritiere, il centravanti spagnolo si è sempre sentito uno di noi e andar via per la seconda volta gli pesa, non c’è dubbio.

Molto diverso il caso De Ligt - a onor di cronaca, è dallo scorso inverno che sostengo verrà venduto - considerato da Allegri uno dei pilastri della rifondazione bianconera, che potrebbe andar via a fronte di un’offerta in denaro molto importante da reinvestire immediatamente su altri giocatori. Acquistato tre anni fa il difensore olandese è ancora giovanissimo, ha un fisico eccezionale, con Max è migliorato però ogni tanto è vittima di distrazioni che sono costate molto care. Certo, “non è da questi particolari che si giudica un giocatore” direbbe Francesco De Gregori, però è indubbio che il biondo Matthijs da alcuni mesi morde il freno, ci ha già fatto sapere che comunque a scadenza 2024 preferirebbe partire ma con la Premier alla finestra la nostra serie A comincia ad andargli stretta. Ecco, lo dico a lui e non solo, lo dico a quei giocatori che antepongono a ogni discorso la questione denaro manco si stesse parlando di indigenti: “se non ci credi vai pure”.

Se non credi che la Juventus 2022-23 sarà di nuovo competitiva, se sei convinto che altri palcoscenici ti siano più congeniali, accomodati, se non senti particolare attaccamento per questa maglia che potrebbe essere sostituita da un’altra rossa, blu, gialla, svestiti e rivestiti senza esitazione. Sagge le parole di Maurizio Arrivabene: non si possono trattenere giocatori controvoglia. Pur apprezzandone lo stile e l’eleganza, il gioco a testa alta atipico in un difensore, i gol di testa e certi recuperi, non piangerò se De Ligt dovesse essere ceduto, anzi. Chiunque verrà al suo posto sarà benvenuto.

Juve, i sostituti di De Ligt: sale Bremer, scende Gabriel
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