Praet, Laurienté e Dovbyk: le priorità Toro

Il belga aspetta, mentre sul francese c'è il Lilla, oltre al Sassuolo. Trattative per abbassare il prezzo dell’ucraino. Si aspettano i rilanci dei granata
Praet, Laurienté e Dovbyk: le priorità Toro

TORINO - Denayer per la difesa e Maggiore per il centrocampo, con allegato il possibile prestito di Casadei, via Inter: se questa è la ripartenza di Vagnati sull’onda della cessione shock di Bremer alla Juve, proprio alla Juve, Juric non si potrà certo accontentare di qui alla prossima settimana, anzi. Il tecnico in questi ultimi giorni è stato molto chiaro. Vuole al più presto un pacchetto di rinforzi in ogni reparto, continua a chiederne 8 e a indicare non solo le sue priorità quanto ai ruoli, ma snocciola pure più di un nome. E quando non ne elenca di propri, ne boccia di altri: certuni che si sente proporre dal dt. E restiamo sempre nella eterea prospettiva degli eufemismi: perché Ivan non usa mica tanti giri di parole (manco uno, a essere precisi). Juric aveva chiesto un difensore «forte», al posto di Bremer: lo diceva già a maggio in conferenza stampa, figuratevi in presa diretta con Vagnati o davanti a Cairo. Per la trequarti il tecnico ha posto due priorità: Praet davanti a tutti e poi va bene Laurienté.

Un tempo aveva dato il suo via libera anche per Solomon dello Shakhtar: ma le trattative si erano arrestate davanti alle mosse di più di un club inglese. E all’influenza del suo superprocuratore, uno dei più potenti in Europa, Pini Zahavi, con il suo core business piazzato per l’appunto Oltremanica: di qui la preferenza finora data al mercato della Premier. Intanto è evaporato Joao Pedro: già a Istanbul. Così come si sono volatilizzati, sino a prova contraria, i vari Solet e Nelsson, il primo francese del Salisburgo, il secondo nazionale danese del Galatasaray: difensori appartenenti a quell’ampia categoria dei «forti», ma anche troppo costosi secondo Vagnati. Che fa quel che può: non è certo il dt a decidere quanti soldi investire nel Toro. E non sarà certo il dt a pronunciare l’ultima parola sulla percentuale di denaro che sarà immessa sul mercato, partendo dal tesoro raccolto dalla cessione di Bremer. Pro memoria: 41 milioni più 9 di bonus, di cui 4 facilmente raggiungibili. Grossomodo, un’operazione da minimo 45 milioni. Ne investirà almeno 30, Cairo? I segnali non sono questi, al momento. Meno, viene ipotizzato non casualmente nei corridoi del mercato.

Vedremo: siamo sempre pronti a stupirci, nel caso. Però per Praet servirebbe davvero un rilancio come Dio comanda: il Leicester chiede una decina di milioni e pretende la compravendita immediata. Nessun prestito, insomma, con obbligo di riscatto condizionato al raggiungimento di determinati obiettivi. Che poi Praet, desideroso di tornare da Juric (il quale lo considera un punto cardinale del mercato, si sa), non sia esattamente al centro dei programmi degli inglesi e possa essere arpionato anche offrendo qualcosa in meno di 10 milioni, nel tiraemolla delle trattative, beh, ci sta, ci può stare. Ma occorre comunque che il Torino allunghi un braccio, abbassi un dito, spinga un tasto sulla tastiera del computer e invii via Pec una proposta ufficiale di acquisto, con cifre chiare e degne di essere almeno prese in considerazione. A ieri sera, Juric aspettava ancora. Non il belga, magari. Quel dito proprio, aspettava. Occhio al Sassuolo, si scrive da tempo.

Da oggi possiamo aggiungere: occhio anche al Lilla. Per Praet? No, non per Praet. Per Laurienté. Perché più di un media transalpino nella giornata di ieri rilanciava l’interesse del club del nord-est della Francia per questa giovane ala di talento del Lorient. Non solo: risulta che il Lilla abbia anche già aperto un canale di dialogo con il club bretone proprietario di Laurienté. E Laurienté, come ben si sa, vuole andarsene: di qui la sua totale chiusura a ogni possibile proposta del Lorient di rinnovare il contratto, in scadenza già nel 2023.

Su questa ala offensiva dai piedi buoni si sta muovendo almeno da un paio di settimane anche il Sassuolo. Finora gli emiliani sono stati costretti a concedere la pole al Torino, abile fin da giugno a mettere un paletto nelle trattative per mantenere la priorità in prima fila. Una condizione però che non può più durare per giorni e giorni. Anche perché le manovre del Lilla direttamente a casa Lorient rischiano di sparigliare parecchie carte. Infine, meritano due righe anche gli aggiornamenti sul fronte offensivo. I patti tra Juric, Vagnati e Cairo presupponevano l’aggancio di Dovbyk al posto di Belotti: ma per il nazionale ucraino il Torino ha chiesto al Dnipro di abbassare le pretese ben sotto i 12 milioni fin qui richiesti. Oggi è un nuovo giorno. Vorrà dire che sarà anche un giorno nuovo?

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