Toro: Adopo, grana contratto. È in scadenza: braccio di ferro

Il giovane rilanciato da Juric chiede garanzie, infruttuose le prime trattative
Toro: Adopo, grana contratto. È in scadenza: braccio di ferro© LAPRESSE

TORINO - Nell’aprile del 2018 la prima panchina, con Mazzarri. Il 5 gennaio del 2020, nella Capitale contro la Roma, l’esordio in A nel finale, vincendo. Michel Adopo ha appena 22 anni, eppure ne ha già di storie da raccontare. Anche con Juric, dopo il prestito formativo nella Viterbese. In estate Ivan lo ha lanciato, nei fatti rilanciandolo. Perché se a WM spetta la palma del primo allenatore che credette in lui quando era ancora minorenne, a Juric va il merito di aver plasmato un bel pezzo di creta. Anche trasformandone i lineamenti tattici.  

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Nato box to box

Nato mediano, e da mediano cresciuto, Adopo ha conosciuto una nuova vita sportiva tra luglio e le prime due settimane di agosto. Arrivando a sorprendere così il tecnico croato, con le proprie qualità, da diventare anche un nuovo giocatore. O un giocatore tutto nuovo, se preferite. Si era in Austria, e poi a Nizza, infine a Monza. Dal ritiro alla prima giornata di campionato. Non c’era ancora Schuurs, Buongiorno aveva accusato problemi fisici, poi anche Zima rimase appiedato. In allenamento, a Waidring, tante volte Juric iniziò a schierare Adopo da centrale difensivo, portandolo indietro di un bel po’ di metri. Dal centrocampo al cuore della retroguardia, contando sul gran senso della posizione del franco-ivoriano. Quell’istinto innato, ma che poi migliori col lavoro nel tempo, che ti porta a trovarti sempre nel posto giusto: in mediana, ed è fondamentale, così come in difesa, e lì è sin decisivo.

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Difensore da applausi

Adopo, in quella posizione, giocò da titolare contro i campioni di Cipro, il Limassol. E poi in un’altra amichevole di ancor maggior incidenza e difficoltà, a Nizza. Juric gli diede fiducia somma, vedendolo così sul pezzo in allenamento: con qualità, non solo ferocia agonistica. E il ragazzo ha brillato in crescendo, sino alla prova da centrodestra difensivo a Monza, all’alba del campionato. E lui al debutto da titolare in A. Ma dopo quel momento, sistemata al meglio la difesa con Schuurs e il ritrovato Buongiorno, e complice l’arrivo a centrocampo del turco Ilkhan (un colpo da 4,5 milioni di euro di Vagnati: la scoperta di Adopo risale invece ai tempi di Bava nel vivaio), il mediano/difensore non l’ha vista più. Neanche un minuto.

Il nuovo agente

Ora, però, si sta avvicinando la scadenza contrattuale: giugno 2023. E con essa sta scoppiando una grana inaspettata. Perché le trattative fin qui sono state infruttuose. Da un mese Adopo ha reso noto di aver cambiato agente, ora lo assiste Yvan Lemee, titolare della società Sport Profile. Lemee cura gli interessi di ottimi giocatori e e giovani talenti come Adopo in più Paesi europei. Il granata, col suo vecchio contratto da neanche 100 mila euro netti a stagione, ora chiede garanzie. Vuole comprendere se il Torino ha ancora intenzione di puntare su di lui. Traduzione pratica: un nuovo contratto all’altezza della sua età e del suo livello, un reinserimento in squadra quantomeno in qualche secondo tempo (è passato dal tutto al niente, pur godendo sempre della stima di Juric), infine un possibile prestito a gennaio in un’alta Serie B o medio-bassa A, così da riprendere a crescere con continuità.

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Il Cardiff a un passo

Ecco la grana: e ci manca solo che il Torino si faccia scappare gratis un giovane dalle potenzialità del franco-ivoriano! Sarebbe una follia a bilancio, un boomerang sul prato. Di qui a dicembre ci si può augurare una rinascita in campo e a tavolino. Altrimenti, da gennaio, il ragazzo dovrà guardarsi attorno. Anche perché la situazione di Adopo è ben nota a tanti operatori, italiani ed esteri. Lo voleva il Cardiff, arrivò a un passo dal prenderlo a fine agosto, ma dovette lasciar perdere per problemi di tesseramento legati al permesso di soggiorno post Brexit. Più di una squadra dei piani alti in B ha sondato il terreno. All’estero, contatti in Francia, in Germania. Ma uno dei suoi estimatori resta Juric: che in allenamento continua a seguirlo con attenzione e fiducia. La grana del contratto non aiuta? Di certo non è concepibile immaginare un Torino che butti nel cestino un giovane delle sue qualità.  

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