INVIATO A MADRID - Potrebbe sembrare un colpo di sfortuna, quando il calendario – già, più volte nominato da Tudor, come vedremo - proprio non intende dare una mano: il Real, per giunta nella sua cattedrale, il Bernabeu, dopo una sconfitta così rumorosa come quella di Como, a sgretolare le poche certezze costruite dalla Juventus in avvio di stagione. Ma la serata di Madrid è in realtà una clamorosa opportunità: così va letta e non come un castigo del destino. Perché sarà anche vero che l’impresa è di quelle complicate, però un successo contro una big, in un teatro del genere, non rappresenterebbe soltanto una nuova spinta nella corsa in Champions League dei bianconeri, ma significherebbe anche dare una risposta forte agli scricchiolii e alle voci degli ultimi giorni. Al Bernabeu si peserà anche lo spessore caratteriale di una squadra, quella di Igor Tudor, chiamata a dare qualcosa in più pure per l’allenatore, in mezzo agli spifferi sul futuro come mai prima d’ora era successo nella sua ancora breve avventura da tecnico della Juventus.
Dipenderà la prestazione
In fin dei conti, è più quello che il Real può dare che togliere alla Juve, di questi tempi, però dipenderà dalla prestazione e dai segnali che arriveranno nella notte di Madrid (calcio d’inizio alle ore 21, in tv su Prime Video). Ci ha pensato Tudor ad aggiungere pepe dove forse non serviva, in una conferenza più vivace del solito sotto gli occhi di Damien Comolli, di Giorgio Chiellini e del resto della dirigenza posizionati proprio di fronte al tecnico croato nel ventre di lusso del nuovissimo Bernabeu. E pare che i presenti siano rimasti stupiti per non dire spiazzati dalla disamina dell’allenatore, dopo che il giorno prima il confronto tra allenatore e dirigenza era stato differente.
