Doveva essere quasi una passerella, come accade spesso in quel di Parigi. E invece, i morbidi ospiti del Principato hanno dimostrato di non esserlo più di tanto. Anzi, di poter giocare vis a vis contro i campioni d’Europa in carica e spaventarli non poco. Il giovane Sebastien Pocognoli ha appena 38 anni, ma il coraggio giusto per dare qualcosa in più ai suoi calciatori, oltre a renderli consapevoli delle loro effettive potenzialità. Sceso in campo con un 3-5-2 volto ad avere più densità e possesso in mezzo al campo, l’undici ospite è stato protagonista di un primo tempo nel quale ha tenuto bene le posizioni e ha proposto una serie di contropiedi di ottima fattura. E prima dell’intervallo, contro ogni pronostico, i monegaschi si portavano in vantaggio con un tocco secco di Magnes Akliouche, che in Champions League ha vissuto già varie serate di un certo tipo. Uno dei fiori all’occhiello del florido settore giovanile del Principato trovava con un piazzato rasoterra di sinistro la rete che rimetteva l’eliminatoria in situazione di parità.
Marquinhos, un gol da centravanti
Dopo la campanella, però, il pugile parigino si rialzava consapevole di dover usare tutta la sua forza e determinazione per poter effettivamente ribadire la sua condizione di grande europeo. Per farlo, però, ha avuto bisogno di un episodio a favore dal punto di vista della disciplina. Mamadou Coulibaly prima fermava Nuno Mendes con fallo tattico al 55’, e appena tre minuti dopo entrava con eccessiva foga e col piede a martello su Hakimi, guadagnandosi così il secondo giallo in pochissimo tempo e dunque l’espulsione. Il detonatore della ripresa parigina era stato schiacciato, e un minuto dopo l’espulsione del centrocampista biancorosso un affondo di Doué sulla fascia destra trovava in piena area capitan Marquinhos, il cui tap-in rasoterra da pochi passi fulminava Kohn, fino a quel momento molto attento.
Kvara porta in vantaggio il Psg
La rete da centravanti del brasiliano, che nel primo tempo aveva spesso tentennato, era un compendio di tempistica, carattere e freddezza, oltre a essere l’impulso della rivalsa dei padroni di casa, che qualche minuto più tardi mettevano definitivamente la freccia. Su una botta di Hakimi da fuori area Kohn respingeva corto ma soprattutto centrale, provocando il tocco ravvicinato di Kvaratskhelia, che irrompeva da pochi passi e, nonostante una conclusione aggrottata, trovava la rete del 2-1. Ancora compassato e di certo non sciolto come l’anno scorso, l’undici parigino aveva avuto nel suo figlio 21enne in forza agli avversari un alleato insperato. Perché è stato nel momento in cui Coulibaly ha abbandonato il campo che è stato ribaltato l’andamento del match, e i campioni in carica hanno trovato la forza e l’inerzia per poter segnare due reti in sei minuti, riuscendo così a mettere in discesa la partita e la qualificazione.
Teze spaventa il Psg ma non basta: parigini agli ottavi
La rete di Teze nel finale metteva i brividi a tutto il Parc des Princes, che quest’anno non riesce del tutto a godere di un Psg incerto e altalenante, ma capace comunque di andare avanti. Per il futuro prossimo bisognerà cambiare mentalità, anche perché ieri sera senza le due ingenuità di Coulibaly racchiuse in un lasso di tempo minimo, si sarebbe potuta anche raccontare una storia tragica. Più fortunato che meritevole, il Psg prosegue così la sua Champions League, con la speranza che possa trovare quanto prima la costanza che per ora non ha mostrato possedere.
