Guardiola e la Remuntada impossibile: "Contro il Real la chiave è una"

Pep e Bernardo Silva in coro in vista del ritorno di Champions tra il Manchester City e il Madrid: "Nel calcio può succedere di tutto"
Guardiola e la Remuntada impossibile: "Contro il Real la chiave è una"
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Il Manchester City alla ricerca della 'Remuntada' quasi impossibile. Dopo il ko per 3-0 al Bernabeu contro il Real Madrid firmato Valverde (autore di una incredibile tripletta), i citizens proveranno a ribaltare le sorti della qualificazione all'Etihad Stadium tentando un complicatissimo ribaltone. Eppure il messaggio lanciato da Pep Guardiola e Bernardo Silva alla conferenza stampa della vigilia è chiaro: "Nel calcio tutto può succedere".

Guardiola verso City-Real: "So che ci proveremo"

Così Guardiola in vista di domani: "Può succedere molto in una partita di calcio: innanzitutto dobbiamo provare a vincere. Non ho un piano specifico in questo senso. Se la squadra ha fiducia?  Se dopo dieci anni devo spiegare ai nostri giocatori cos'è la fiducia, abbiamo un problema. Sono abbastanza sicuro che ci proveremo. Alcuni giocatori sono nuovi, non è lo stesso gruppo, ma è un'opportunità incredibile. Rimangono pochi messaggi da dare: sento e so che ci proveremo. Se riusciremo a farcela, non ne ho idea".

Guardiola traccia la linea per provare la rimonta: "Devi essere forte mentalmente, sono più di 90 minuti. Non mi preoccupo delle opportunità, le genereremo. Non è facile, ma siamo qui, è una partita di calcio. Dobbiamo giocare bene. Se servirà la partita perfetta? Sì, decisamente. Andiamo lì per cercare di segnare. Dobbiamo provarci e riprovarci, possiamo sempre creare occasioni. Ci conosciamo bene. Dobbiamo essere clinici e difenderci bene. Dias o Kushanov? La formazione è già scelta, non ho dubbi: forse uno, ma il resto è chiaro".

"Serve la gara perfetta! Mbappé..."

Sulle rimonte e la gestione dei gol, Guardiola spiega la chiave del match di domani: "Per esempio, in molte partite contro Tottenham o Madrid riusciamo a segnare. Possiamo farlo, possiamo creare occasioni. Per me è facile dire 'segna tre gol nei primi 20 minuti, perfetto'. Ma questa non è la realtà. Il risultato della gara d'andata non è stato dei migliori. Dobbiamo correre più rischi, ma se il risultato non arriva, dobbiamo continuare a insistere. Come contro l'Aston Villa nell'ultima partita per vincere la Premier League: 3 gol in 12 minuti. Ci sono molti dettagli da considerare. Deve essere una partita perfetta, anche le decisioni arbitrali. Ho sempre bei ricordi, anche delle sconfitte. È doloroso e difficile, ma non si tengono sempre le cose belle in tasca". Sul possibile recupero di Mbappé: "Se rientra, ovviamente è meglio per loro. Ora dobbiamo aspettare e vedere se gioca o no. Non c'è molto altro da dire".

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"Fallimento? Forse me lo chiedi perché..."

E a proposito della gestione della sconfitta nello sport: "La cosa importante è non credere che sia un fallimento. Nello sport puoi fare le cose bene, cercare di migliorare e riprovare la stagione successiva. Tutto deriva dal duro lavoro, dalla dedizione e dall'amore per il proprio sport. Non esiste una squadra al mondo che vinca sempre. Ci sono momenti in cui puoi essere straordinario ma nello sport perdi più di quanto vinci: quanto tempo vuoi dedicare a pensarci? Ci sono molte cose più importanti che accadono nel mondo che pensare a questo. Il Real Madrid ha vinto 15 Champions League, ma ne ha giocate 100: questo è un fallimento? Hanno perso più di quanto abbiano vinto. Forse me lo stai chiedendo perché sono un tifoso del Barça...".

Il giorno di riposo alla vigilia

Sulla scelta di concedere un giorno di riposo alla vigilia del match: "Eravamo a Madrid, siamo arrivati tardi all'hotel, siamo tornati la mattina dopo, senza allenamento; ieri siamo tornati dopo la gara di campionato alle 2 o 3 di notte. Oggi, l'allenamento non migliora molto le cose. L'ho fatto due o tre volte in questa stagione, prima di Dortmund o Fulham. A volte ci alleniamo e a volte restiamo a casa. Ci conosciamo bene".

Sulla solidità difensiva: "Beh, se guardi la partita contro il West Ham, abbiamo difeso molto bene. Non è facile perché la qualità del Madrid c'è: dobbiamo lavorare sodo. Dalla mia esperienza in Champions League, siamo sempre riusciti a generare occasioni, ma dobbiamo bilanciarle". Infine in merito alla gara d'andata spiega: "Sono soddisfatto della nostra pressione: siamo sempre stati lì. Sono dell'opinione da molti mesi che le possibilità che creiamo possano essere concretizzate: dobbiamo provare a far entrare la palla in rete". 

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Bernardo Silva e le differenze col passato

Accanto a Guardiola in conferenza c'è Bernardo Silva: "Perché non riusciamo a raggiungere i livelli del passato? La risposta ovvia è che siamo in una fase di transizione: se guardiamo alla finale di Champions League in cui abbiamo vinto il triplete, di quella squadra e di quella attuale sono rimasti solo quattro o cinque giocatori in due anni e mezzo. È un cambiamento enorme, affrontare un cambiamento così grande non è mai facile. Non è una questione di talento o di qualità, ma di come i giocatori riescano a conoscersi meglio e a capire cosa funziona meglio. Non so quale sia la risposta giusta. Credo però che avere così tanti giocatori diversi in un lasso di tempo così breve non aiuti. Sono qui da nove anni; tre anni fa, quando giocavo con Gundogan, Kevin (De Bruyne), Rodri o Kyle (Walker), sapevamo cosa voleva l'altro perché giocavamo insieme da tanti anni. Ma non ci sono scuse, perché avremmo dovuto fare molto meglio".

Il messaggio alla squadra

Cosa dirà Bernardo ai compagni prima della partita? "Dirò che se credono in questa partita, i piccoli dettagli che fanno la differenza andranno a nostro favore. Dobbiamo credere che domani Erling (Haaland) segnerà quel gol. Domani dovrà essere la nostra giornata con questo tipo di convinzione. Il giorno di riposo? L'abbiamo già fatto in passato, molte volte: abbiamo perso delle partite, ne abbiamo vinte altre, quando l'allenatore riteneva che fosse la scelta migliore per la squadra. L'allenatore ha ritenuto che fosse meglio per la squadra ritrovarsi più unita e più forte in vista di domani".

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"Nel calcio può succedere molto..."

Sulle possibilità di rimonta: "Questo sport ci ha insegnato che in una partita di calcio possono succedere molte cose e, anche se il risultato a Madrid è stato davvero negativo, lotteremo fino alla fine, sapendo che sarà dura. L'avversario è davvero forte ma possono succedere molte cose. Non è mai facile: di solito, dopo una grande sconfitta, ti sembra tutto molto buio, poi diventa sempre più luminoso, e alla fine arrivi alla partita e siamo consapevoli di cosa è capace questa squadra. Il problema è che ci manca la costanza, ma sappiamo di poter raggiungere il livello che serve. Il problema è che non siamo stati in grado di mantenerlo quel livello ma sappiamo che è possibile raggiungerlo".

"Può sembrare stupido, ma all'andata..."

Sul come affrontare la gara di domani: "Partire forte sarebbe molto importante. Può ancora succedere di tutto: sappiamo di essere in grado di creare molte occasioni in un lasso di tempo di 5, 10, 15 minuti, consapevoli che non possiamo subire gol, perché se subiamo gol è la fine".

Ma il Real è vulnerabile? "Non li definirei vulnerabili: ci hanno battuti 3-0, quindi non userei quella parola in questo momento. Quando sono tornato a casa ero davvero frustrato, ho riguardato la partita e so che può sembrare davvero stupido, ma quando l'ho rivista non ho visto neanche un motivo capace di spiegare perché eravamo sotto 3-0 all'intervallo. La realtà è che la prestazione, specialmente nel primo tempo, è stata buona, perché nel secondo tempo poi le emozioni... So che può sembrare davvero stupido, ma non penso che sia andata così male al Bernabeu".

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Il Manchester City alla ricerca della 'Remuntada' quasi impossibile. Dopo il ko per 3-0 al Bernabeu contro il Real Madrid firmato Valverde (autore di una incredibile tripletta), i citizens proveranno a ribaltare le sorti della qualificazione all'Etihad Stadium tentando un complicatissimo ribaltone. Eppure il messaggio lanciato da Pep Guardiola e Bernardo Silva alla conferenza stampa della vigilia è chiaro: "Nel calcio tutto può succedere".

Guardiola verso City-Real: "So che ci proveremo"

Così Guardiola in vista di domani: "Può succedere molto in una partita di calcio: innanzitutto dobbiamo provare a vincere. Non ho un piano specifico in questo senso. Se la squadra ha fiducia?  Se dopo dieci anni devo spiegare ai nostri giocatori cos'è la fiducia, abbiamo un problema. Sono abbastanza sicuro che ci proveremo. Alcuni giocatori sono nuovi, non è lo stesso gruppo, ma è un'opportunità incredibile. Rimangono pochi messaggi da dare: sento e so che ci proveremo. Se riusciremo a farcela, non ne ho idea".

Guardiola traccia la linea per provare la rimonta: "Devi essere forte mentalmente, sono più di 90 minuti. Non mi preoccupo delle opportunità, le genereremo. Non è facile, ma siamo qui, è una partita di calcio. Dobbiamo giocare bene. Se servirà la partita perfetta? Sì, decisamente. Andiamo lì per cercare di segnare. Dobbiamo provarci e riprovarci, possiamo sempre creare occasioni. Ci conosciamo bene. Dobbiamo essere clinici e difenderci bene. Dias o Kushanov? La formazione è già scelta, non ho dubbi: forse uno, ma il resto è chiaro".

"Serve la gara perfetta! Mbappé..."

Sulle rimonte e la gestione dei gol, Guardiola spiega la chiave del match di domani: "Per esempio, in molte partite contro Tottenham o Madrid riusciamo a segnare. Possiamo farlo, possiamo creare occasioni. Per me è facile dire 'segna tre gol nei primi 20 minuti, perfetto'. Ma questa non è la realtà. Il risultato della gara d'andata non è stato dei migliori. Dobbiamo correre più rischi, ma se il risultato non arriva, dobbiamo continuare a insistere. Come contro l'Aston Villa nell'ultima partita per vincere la Premier League: 3 gol in 12 minuti. Ci sono molti dettagli da considerare. Deve essere una partita perfetta, anche le decisioni arbitrali. Ho sempre bei ricordi, anche delle sconfitte. È doloroso e difficile, ma non si tengono sempre le cose belle in tasca". Sul possibile recupero di Mbappé: "Se rientra, ovviamente è meglio per loro. Ora dobbiamo aspettare e vedere se gioca o no. Non c'è molto altro da dire".

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