Verso Atalanta-Lazio, parla Talamonti: "Sarà dura! Ecco chi andrà in finale"

Il doppio ex: "Con Gasperini i migliori anni della storia della Dea, Palladino è l’uomo giusto per continuare"

Bergamo chiama, Alvarez (Argentina) risponde. Nonostante gli 11mila chilometri di distanza, Leo Talamonti, ex difensore dell'Atalanta e della Lazio (tra le altre), risponde con gioia appena si parla di calcio e dell'imminente sfida di Coppa Italia che vale la finale. “Sarà una partita complicata - racconta il classe 1981 sudamericano -, la Lazio non sta vivendo una stagione particolarmente positiva ma siamo pur sempre in una semifinale, chi vince va avanti e chi perde va a casa. Ci sarà grande attenzione ai dettagli, cercheranno tutti di non commettere errori e penso che passerà chi sbaglierà di meno”. Oggi Talamonti dove ha scelto di rifugiarsi? “Nel mio paesino, Alvarez. Sono nato qui, siamo 9mila abitanti e sono semplicemente tornato a casa. Ho una ferramenta, ci lavoro insieme a mio papà e a mia moglie, siamo aperti dalle 8 del mattino fino alle 18 ma io attorno alle 16.30 stacco e con un amico andiamo ad allenare ad Arequito, un paese vicino. Siamo la guida tecnica del C.A. 9 de Julio, livello Eccellenza italiana. Quattro allenamenti a settimana, partita alla domenica. Sono sempre in giro”. Torna mai in Italia? “Ci sono venuto in vacanza con Valeria, mia moglie, e i nostri figli Alessio e Matteo. Siamo stati a Bergamo, mi ha emozionato lo stadio, l’ho visto ristrutturato ed è stato davvero bellissimo. Anche a Zingonia ho apprezzato i lavori che sono stati fatti, davvero splendido”. Riavvolgiamo il nastro: 87 partite, solo 1 gol con i nerazzurri proprio contro la Lazio. “Del periodo all’Atalanta ho ricordi bellissimi, ho passato a Bergamo gli anni migliori della mia carriera e ancora oggi ho tanti amici all’ombra di Città Alta. Seguo sempre con interesse quello che succede attorno all’Atalanta. Il gol a Roma? Lo ricordo benissimo, anche perché è stato l’unico: abbiamo vinto 1-0 in trasferta, non ho esultato per rispetto della piazza di Roma che mi ha a sua volta trattato molto bene, ma avrei voluto farlo con grande trasporto per tutto quello che l’Atalanta mi ha dato. Per festeggiare con i compagni e con la nostra gente”.

"Palladino l'uomo giusto per la Dea"

Come vede l’Atalanta? Dopo tanti anni con Gasperini ora c'è un nuovo corso. “Secondo me l’Atalanta sta bene. Con Gasperini in questi anni ha trovato uno stile di gioco che piace, stanno benissimo in campo e sono corti, intensi. Qualcosa che ti colpisce. Mi piace molto seguire le partite. Non è semplice andare avanti in quel solco anche dopo Gasperini, con lui si sono vissuti i migliori anni della storia. Ma anche se non è semplice prendere una squadra dopo quel ciclo credo che certi concetti ormai siano stati assimilati. Lo stile è chiaro”. Palladino può continuare sulla stessa linea? “Non lo conosco personalmente ma mi piace come allenatore. Ha fatto una bella carriera come giocatore, mi pare la persona giusta per il dopo Gasp e credo che abbia le spalle abbastanza larghe per portare avanti un lavoro importante dopo l’esperienza con il tecnico di Grugliasco”.

"In Argentina si tifa sempre per l'Italia"

L'esperienza con la Lazio come la valuta? “Ero molto giovane, sono arrivato alla fine del mercato e la Lazio dopo Cragnotti era al primo anno con Lotito. C’erano un po’ di problemi, abbiamo cercato comunque di fare il massimo. Non ho giocato molto, una quindicina di partite in tutto considerando anche la Coppa Italia. Ringrazierò sempre quell’ambiente perché sono stati loro a permettermi di farmi conoscere nel panorama calcistico italiano”. A proposito di calcio, l'Italia è fuori dal Mondiale. “L’eliminazione ha fatto rumore anche qui. Ci sono tantissime persone di origine italiana ed è stata durissima, posso solo immaginare cosa abbia significato per voi che la vivete da vicino. I giornali e le televisioni qui in Argentina hanno commentato parecchio il fatto che l’Italia sia rimasta ancora fuori dal Campionato del Mondo, siamo argentini ma se c’è in campo la nazionale italiana si segue e si tifa anche quella”.

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