Prunas: “Qatar, calcio e Valentino Rossi”

Intervista al nostro ambasciatore in Qatar: “I tifosi pensano solo ai Mondiali del 2022 e vanno in delirio per Vale”. Doha, in Qatar, ha accolto il premio Golden Boy. Il nostro inviato nell’occasione ha anche incontrato il rappresentate italiano Alessandro Prunas che svela da dove deriva la sua passione per il pallone: “Mio nonno è stato presidente del Cagliari. Da ragazzo parteggiavo proprio per i rossoblù"

Prunas: “Qatar, calcio e Valentino Rossi”

DOHA - Ce l’aveva scritto nel DNA che avrebbe fatto carriera diplomatica. Sin dalla nascita, avvenuta 51 anni fa ad Ankara, capitale della Turchia. La vita di Alessandro Prunas, dallo scorso 5 gennaio ambasciatore dell’Italia in Qatar, è un peregrinare in giro per il mondo.

Da bambino ha vissuto anche a Bangkok, in Thailandia, prima di far rientro nel Bel Paese dove nel 1995 ha conseguito la laurea in Scienze Politiche presso l’Ateneo di Firenze. Poi ha lavorato nei Balcani con l’Osce, in Kosovo, e dopo aver svolto il “tirocinio” alla Farnesina è stato console a Durban, in Sud Africa, mentre nel 2006 era a Bruxelles in qualità di Primo Segretario alla Rappresentanza Permanente presso l’Unione Europea.

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Insomma, un autentico “globetrotter” sin dalla più tenera età. Insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica. Lo abbiamo incontrato nella “Presidential Suite” dell’Hotel Marsa Malaz Kempinski, nella cuore della “Perla”, ovvero il luogo più iconico della capitale qatarina. La stessa prestigiosa suite dove il fenomeno norvegese Erling Haaland è stato premiato con il Golden Boy 2020.

Una location eccezionale messa cortesemente a disposizione dall’intraprendente Marketing Manager e PR dell’albergo, non a caso italianissima: la bolognese Claudia Morana.

Signor Ambasciatore, lei è appassionato di calcio?

«Molto. La “colpa” è di mio nonno che negli Anni Trenta è stato presidente del Cagliari. Beninteso, non era il Cagliari di oggi che gioca in Serie A né quello gloriosamente scudettato di Gigi Riva nel 1970. Una squadra che all’epoca militava nelle serie minori, a livello dilettantistico. Ma sempre presidente era. Da ragazzo parteggiavo proprio per i rossoblù, d’altronde il mio cognome è inequivocabilmente sardo. Poi, trasferitomi a Roma, ho cominciato a tifare per la “Magica”, la squadra di Totti e De Rossi... ».

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