Gatti, cuore Juve nel nome di Scirea

Al difensore il premio intitolato alla memoria dell’indimenticabile capitano bianconero

L’accostamento a Gaetano Scirea è un onore a prescindere e non solo se il personaggio in questione frequenta l’ambiente del calcio. Se, poi, il protagonista è anche un giocatore e difensore della Juventus, allora la vicenda assume contorni ancor più affascinanti ed emblematici. Anzi, che funge perfino da “exemplum” nel solco della tradizione letteraria medievale che dimostra la possibilità di ascesa (non di redenzione, perché per fortuna ci muoviamo dentro i confini della laicità, per quanto calcistica) attraverso la volontà e la tenacia.

Gatti, la scalata: dal dilettantismo alla Nazionale

È la storia di Federico Gatti, protagonista di una inarrestabile scalata che lo ha portato dalla prosa delle categorie dilettantesche alla favola del professionismo d’eccellenza. Oddio, che qualcosa di promettente fosse in nuce fin dall’inizio lo raccontano le esperienze giovanili con Torino e Alessandria, società che un tempo non molto lontano avevano occhio fino (e pure interesse) per i potenziali talenti del pallone. Ma e proprio lì, quando la vita sembrava assomigliare a un fiume tranquillo, la storia professionale di Gatti si è invece inabissata come un fiume carsico nella cui corsa tumultuosa non si intravvede la risalita verso l’azzurro del cielo. Che, poi, per carità: è istruttivo e formativo correre tra le rocce dei dilettanti per evitarle una a una in cerca di una via d’uscita, della strada per la scalata.

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Gatti, la Juve e la concorrenza del Toro

Intanto non c’è da fare gli schizzinosi se a 17 anni stai in Promozione nel Pavarolo, paesello alle spalle della collina di Superga. Iconica a prescindere, storicamente prima e calcisticamente poi, ancor più simbolica per lui che è nato e cresciuto in una famiglia di profondissima fede calcistica granata. Ma quello sembrava un dettaglio, una suggestione lontanissima quando alternava il gioco del pallone con il lavoro di serramentista. Chissà se anche quello gli ha insegnato a... chiudere porte in faccia agli avversi? Di fatto, comunque, il fiume ha cominciato a risalire verso la superficie dopo le vittorie in Eccellenza e in Serie D, il passaggio in C alla Pro Patria e in Serie B al Frosinone.

Da lì alla Juventus, pronta a superare la concorrenza del Torino in un affare di famiglia, è stato “un attimo” e il fiume carsico è tornato in superficie con straordinaria energia e vitalità. Al punto da portarlo a nuotare perfino nel mare azzurro della nazionale, un luogo neppure sognato ai tempi dei serramenti a Pavarolo. E adesso la celebrazione nel nome di Scirea, juventino per antonomasia. Sì, una storia speciale.

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L’accostamento a Gaetano Scirea è un onore a prescindere e non solo se il personaggio in questione frequenta l’ambiente del calcio. Se, poi, il protagonista è anche un giocatore e difensore della Juventus, allora la vicenda assume contorni ancor più affascinanti ed emblematici. Anzi, che funge perfino da “exemplum” nel solco della tradizione letteraria medievale che dimostra la possibilità di ascesa (non di redenzione, perché per fortuna ci muoviamo dentro i confini della laicità, per quanto calcistica) attraverso la volontà e la tenacia.

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È la storia di Federico Gatti, protagonista di una inarrestabile scalata che lo ha portato dalla prosa delle categorie dilettantesche alla favola del professionismo d’eccellenza. Oddio, che qualcosa di promettente fosse in nuce fin dall’inizio lo raccontano le esperienze giovanili con Torino e Alessandria, società che un tempo non molto lontano avevano occhio fino (e pure interesse) per i potenziali talenti del pallone. Ma e proprio lì, quando la vita sembrava assomigliare a un fiume tranquillo, la storia professionale di Gatti si è invece inabissata come un fiume carsico nella cui corsa tumultuosa non si intravvede la risalita verso l’azzurro del cielo. Che, poi, per carità: è istruttivo e formativo correre tra le rocce dei dilettanti per evitarle una a una in cerca di una via d’uscita, della strada per la scalata.

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