“Che bello essere davanti a Yildiz e Guler. Ero un portiere, poi quell’infortunio all’occhio…”

Mouzakitis, il talento dell’Olympiacos occupa il primo posto della classifica per il premio web del Golden Boy: “Studio Modric e Calhanoglu”
“Che bello essere davanti a Yildiz e Guler. Ero un portiere, poi quell’infortunio all’occhio…”
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TORINO - Diciott’anni compiuti lo scorso dicembre, un titolo greco in tasca e una finale di Youth League decisa due anni fa dal dischetto contro il Milan di Abate. Oggi Mouzakitis detta i tempi nel centrocampo dell’Olympiacos e guida il Golden Boy Web Index: il premio che Tuttosport assegna ogni anno al miglior Under 21 d’Europa tenendo contro dei voti digitali di tifosi. 
  
Christos Mouzakitis, che effetto le fa guidare la classifica del Golden Boy Web davanti a talenti del calibro di Kenan Yildiz e Arda Guler ? 
«Per me è un grande onore far anche solo parte di questa classifica. Il fatto di essere davanti a campioni simili, poi, non può che rendermi ancor più felice». 
 
Come ha scoperto di essere tra i candidati? 
«É stato un mio caro amico a dirmelo. Mi ha chiamato chiedendomi: “Christos, ma cos’è questa classifica? Devo votare per te?”. Così ho realizzato cosa stesse succedendo». 
 
Per chi non ha ancora avuto modo di conoscerla, ci racconti chi è giocatore è Christos Mouzakitis. 
«Sono un ragazzo come tanti, tranquillo, ma soprattutto grato per ciò che il calcio mi offre ogni singolo giorno della mia vita. Ma non mi piace molto parlare di me. Preferisco esprimermi in campo: mi viene molto più semplice». 

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Il modello Modric

Hobby fuori dal campo? 
«Nel tempo libero, se non sono con la mia famiglia, gioco molto alla play con gli amici. E poi sono fortissimo a Ping Pong. Non mi batte nessuno». 
 
C’è stato un momento in particolare nella sua carriera in cui ha carpito che il calcio sarebbe stata la sua vita? 
«Non direi. Di base, quando mi metto in testa una cosa, lavoro sodo per ottenerla senza mai scoraggiarmi. Fa parte del mio carattere. Ho sempre creduto di poter diventare un professionista. Anche quando ero ancora un portiere…». 
 
Allora è vero che ha iniziato tra i pali… 
«Sisi. Ho giocato in porta fino a 6 anni e non ero niente male (ride ndr.). Poi ho dovuto smettere per via di un infortunio all’occhio. Mia madre era preoccupata: ha chiesto ai miei allenatori di allora se potessero spostarmi in un’altra posizione. Così ho iniziato a fare l’esterno sinistro. Quando sono arrivato nelle giovanili dell’Olympiacos mi hanno poi dirottato in mezzo al campo, e da lì non mi sono più mosso». 
 
C’è un giocatore a cui si ispira?  
«Luka Modric, senza alcun dubbio. È il mio idolo. Credo di aver visto ogni singolo match della sua carriera. Un giocatore fantastico…». 
 
Al Milan si è inserito subito alla grandissima. Che mi dice invece degli altri centrocampisti di Serie A? Ce n’è uno che le piace in particolare? 
«Quest’estate abbiamo giocato un’amichevole contro l’Inter: quando sono uscito era da poco entrato in campo Calhanoglu. Ho avuto modo di osservarne bene i movimenti dalla panchina e mi ha davvero impressionato». 

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Il futuro e il Barcellona

Due anni fa il successo storico con l’Olympiacos U20 nella finale di Youth League contro il Milan di Abate, il che ha fatto di voi la prima squadra greca a vincere una competizione Uefa per club. Che cosa le è passato per la testa prima di calciare quel rigore che, di fatto, ha vi ha instradati verso la vittoria? 
«Tre giorni prima, nella semifinale con il Nantes, ne avevo sbagliato uno. Per fortuna siamo comunque riusciti a qualificarci per la finalissima con il Milan. Un errore che, comunque, non mi è andato giù. Così mi sono detto: se contro i rossoneri ci daranno un altro rigore, sarò io a calciarlo. Quando l’arbitro è stato richiamato al Var, io avevo già preso il pallone. Dovevo riscattarmi, e alla fine ci sono riuscito». 
 
Dopo la Youth League, è arrivata la promozione in prima squadra, con cui ha vinto subito la coppa di lega e il campionato. Qual è il suo sogno ora? 
«Poter entrare a far parte regolarmente della prima squadra è stato già straordinario, ne vado molto fiero. Non ho sogni, ma obiettivi concreti per i quali lavoro ogni giorno, e il primo di questi è la vittoria della Champions League. Prima o poi spero di poter sollevare quel trofeo. A livello nazionale, invece, mi piacerebbe prendere parte con la Grecia agli Europei e ai Mondiali». 
 
Si vede a lungo nell’Olympiacos? Kovacevic di recente ha detto di aver rifiutato un’offerta di 40 milioni del Brighton pur di metterla al centro del progetto… 
«Non ne so nulla e non ci penso. In questo momento le mie attenzioni sono tutte per l’Olympiakos: penso a dare il massimo e ad aiutare la squadra. Poi in futuro vedremo cosa accadrà». 
 
Se ci rincontrassimo tra un anno in cosa vorrebbe vedersi migliorato? 
«In generale in tutte le caratteristiche prettamente fisiche: dalla rapidità nell’esecuzione dei gesti tecnici, all’elevazione». 
 
Stasera il big match con il Barcellona, che partita si aspetta? 
«Credo che ogni giocatore speri un giorno di poter affrontare grandi club come il Barça. Ora è arrivato questo momento. Non ci sentiamo inferiori, vogliamo alzare l’asticella e non vediamo l’ora di scendere in campo». 
 
L’anno scorso ha trovato il primo gol in campionato e in coppa, le manca solo più quello in Champions. Non sarebbe male sbloccarsi in Catalogna… 
«Se succede impazzisco (ride ndr.)».  
 

 

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TORINO - Diciott’anni compiuti lo scorso dicembre, un titolo greco in tasca e una finale di Youth League decisa due anni fa dal dischetto contro il Milan di Abate. Oggi Mouzakitis detta i tempi nel centrocampo dell’Olympiacos e guida il Golden Boy Web Index: il premio che Tuttosport assegna ogni anno al miglior Under 21 d’Europa tenendo contro dei voti digitali di tifosi. 
  
Christos Mouzakitis, che effetto le fa guidare la classifica del Golden Boy Web davanti a talenti del calibro di Kenan Yildiz e Arda Guler ? 
«Per me è un grande onore far anche solo parte di questa classifica. Il fatto di essere davanti a campioni simili, poi, non può che rendermi ancor più felice». 
 
Come ha scoperto di essere tra i candidati? 
«É stato un mio caro amico a dirmelo. Mi ha chiamato chiedendomi: “Christos, ma cos’è questa classifica? Devo votare per te?”. Così ho realizzato cosa stesse succedendo». 
 
Per chi non ha ancora avuto modo di conoscerla, ci racconti chi è giocatore è Christos Mouzakitis. 
«Sono un ragazzo come tanti, tranquillo, ma soprattutto grato per ciò che il calcio mi offre ogni singolo giorno della mia vita. Ma non mi piace molto parlare di me. Preferisco esprimermi in campo: mi viene molto più semplice». 

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Il futuro e il Barcellona