Doué festeggia: "Per tutti sono diventato mr. Golden Boy. Fiero e felice di aver centrato questo premio”

Il campione francese del Psg gioisce per il riconoscimento di Tuttosport svelando un gustoso retroscena: "Colpa di Hakimi, ha iniziato lui a chiamarmi così. Ho vinto grazie ai miei compagni. Che orgoglio essere entrato in un elenco di cui fanno parte Messi, Aguero, Haaland e Mbappé"

È raggiante Désiré Doué. Perché giorno dopo giorno il ventenne supertalento del Paris Saint-Germain elabora, assimila e metabolizza ciò che ha fatto di grandioso in questo per lui sensazionale 2025. I suoi occhi di carbone scintillano quando si presenta al “Campus du PSG” a Poissy, una trentina di chilometri dalla “Ville Lumière” seguendo la riva sinistra della Senna. E proprio nel primo giorno dell’ultimo mese dell’anno che comincia oggi, il franco-ivoriano può gustarsi con un ampio sorriso un grande traguardo individuale dopo i tanti conseguiti a livello collettivo. L’appuntamento è a Torino, la città di Tuttosport, dove stasera alle 18 presso il Museo Nazionale dell’Automobile riceverà il Premio Golden Boy come miglior Under 21 dell’anno.

Désiré, sei il 23° Golden Boy della storia: qual è stata la tua prima reazione quando l’hai saputo? "Un sensazione di grande fierezza. E di felicità. Con la consapevolezza che il lavoro collettivo paga perché così facendo il PSG ha ottenuto i più grandi traguardi nel corso di quest’anno centrando la miglior stagione della sua storia. Si tratta del risultato di uno sforzo collettivo. Sono molto felice di ricevere questo premio, se è il frutto della vittoria di trofei con la squadra e di un mio apporto positivo nelle partite importanti".

Doué sulla vittoria del Golden Boy

Come hanno reagito i tuoi compagni di squadra quando hanno saputo che avevi vinto il Golden Boy 2025? "Mi hanno fatto le congratulazioni, si sono complimentati con me. A cominciare dai ragazzi della mia età con cui sono più legato per ragioni anagrafiche come Warren Zaire-Emery, Bradley Barcola, Senny Mayulu. Poi c’è stato Ashraf Hakimi che ne ha combinata una della sue: appena mi ha visto arrivare al centro sportivo ha incominciato a chiamarmi Golden Boy. A ripetizione: Golden Boy, Golden Boy, Golden Boy! Ma devo ringraziare tutti i miei compagni di squadra, perché è grazie a loro se ho questo riconoscimento. Se non avessimo vinto partite, se non avessimo giocato come abbiamo fatto, se non avessimo sollevato trofei, non avrei ricevuto questo premio".

A chi vuoi dedicare questo trofeo che porta un nome europeo ma che in realtà è mondiale, dato che i migliori giocatori del pianeta, compresi quelli sotto i 21 anni, vengono acquistati dai club del nostro Continente? "In primis alla mia famiglia. Poi naturalmente ai compagni di squadra, all’allenatore, allo staff, ai dirigenti e a tutte le persone che lavorano per il club con un pensiero particolare al nostro grande presidente Nasser Al Khelaifi, che ha avuto fiducia in me e che mi ha portato al Paris Saint-Germain. Senza di loro non avrei potuto conquistare il Golden Boy".

L’albo d’oro del Golden Boy comprende giocatori molto forti, tra cui altri tre francesi. C’è qualcuno che ti colpisce o che ti ha colpito di più? "È un onore far parte di questa lista ed essere menzionato insieme ad alcuni dei più grandi nomi del calcio. I giocatori che hanno vinto questo premio, come Messi, Agüero, Haaland, Mbappé, sono tutti giocatori eccezionali che hanno avuto, o stanno avendo, carriere incredibili e che mi ispirano ogni giorno. Quindi è un grande motivo di orgoglio".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Golden Boy

Doué torna sulla finale di Champions League contro l'Inter

La tua partita memorabile nel 2025 è stata la finale di Champions League contro l’Inter in Germania: a sei mesi di distanza, qual è il ricordo più bello che conservi di quel match? "Uno dei giorni più belli della mia vita. È stato un sogno che si è avverato. Quando sei bambino, sogni di giocare in Champions League e poi di vincerla. È qualcosa di incredibile. Credo che il mio ricordo più bello sia il secondo gol che ho segnato, quindi il terzo della partita. Quello è stato il momento in cui mi sono convinto che avremmo vinto la partita".

Col senno di poi, come giudichi la tua prima stagione con il PSG? "Penso di essermi evoluto molto nel corso di quest’anno. Giocare in Champions League, il massimo livello, e sentire quell’inno ti danno brividi, scatenano emozioni. È stata un’ottima stagione, frutto di un grande lavoro collettivo. Abbiamo vinto tutte le competizioni tranne il Mondiale per Club".

Il 17 agosto del 2024, al momento della firma, avresti immaginato un risultato come questo? Sia a livello personale che collettivo? "Quando ho firmato il contratto quinquennale con il Paris Saint-Germain sapevo che sarei andato a giocare in un club grandissimo, tra i migliori in assoluto del mondo. Ma non avrei immaginato di vincere tutto nel giro di appena un anno".

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Doué e gli hobby oltre al calcio

Sei già stato in Italia? "A Torino mai, sarà la prima volta. Ma ricordo sempre una vacanza con la famiglia a Roma e Venezia, due città incredibili".

Quali sono le tue ambizioni per il 2026? "Puntare sempre ai più grandi traguardi, come quest’anno".

Sei molto legato alla tua famiglia. Tuo fratello Guéla gioca a Strasburgo, avete un rapporto molto stretto. Come si concretizza questo rapporto nella vita quotidiana? È una spinta che ti spinge a superare te stesso? "Sì, esattamente. È un difensore molto tecnico, ma anche se ha tre anni più di me noi ci consideriamo come due gemelli. È lui che mi ha motivato sin da bambino, oltre a nostro papà. Io lo seguivo ovunque. Siamo cresciuti insieme nelle giovanili del Rennes, dove ho anche giocato con lui in prima squadra. Ora continua a spronarmi, se possibile persino di più rispetto a quand’io ero soltanto un 'enfant' innamorato del calcio e suo grande ammiratore".

Quali sono i tuoi hobby al di fuori del calcio? "Mi piace molto la NBA. Tutti i grandi mi affascinano: Michael Jordan, Magic Johnson, Lebron James, Wemby e Steph Curry. Mi piace pure il tennis, ho seguito la finale ATP di Torino fra Sinner e Alcaraz, i due migliori al mondo. E poi amo molto leggere".

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È raggiante Désiré Doué. Perché giorno dopo giorno il ventenne supertalento del Paris Saint-Germain elabora, assimila e metabolizza ciò che ha fatto di grandioso in questo per lui sensazionale 2025. I suoi occhi di carbone scintillano quando si presenta al “Campus du PSG” a Poissy, una trentina di chilometri dalla “Ville Lumière” seguendo la riva sinistra della Senna. E proprio nel primo giorno dell’ultimo mese dell’anno che comincia oggi, il franco-ivoriano può gustarsi con un ampio sorriso un grande traguardo individuale dopo i tanti conseguiti a livello collettivo. L’appuntamento è a Torino, la città di Tuttosport, dove stasera alle 18 presso il Museo Nazionale dell’Automobile riceverà il Premio Golden Boy come miglior Under 21 dell’anno.

Désiré, sei il 23° Golden Boy della storia: qual è stata la tua prima reazione quando l’hai saputo? "Un sensazione di grande fierezza. E di felicità. Con la consapevolezza che il lavoro collettivo paga perché così facendo il PSG ha ottenuto i più grandi traguardi nel corso di quest’anno centrando la miglior stagione della sua storia. Si tratta del risultato di uno sforzo collettivo. Sono molto felice di ricevere questo premio, se è il frutto della vittoria di trofei con la squadra e di un mio apporto positivo nelle partite importanti".

Doué sulla vittoria del Golden Boy

Come hanno reagito i tuoi compagni di squadra quando hanno saputo che avevi vinto il Golden Boy 2025? "Mi hanno fatto le congratulazioni, si sono complimentati con me. A cominciare dai ragazzi della mia età con cui sono più legato per ragioni anagrafiche come Warren Zaire-Emery, Bradley Barcola, Senny Mayulu. Poi c’è stato Ashraf Hakimi che ne ha combinata una della sue: appena mi ha visto arrivare al centro sportivo ha incominciato a chiamarmi Golden Boy. A ripetizione: Golden Boy, Golden Boy, Golden Boy! Ma devo ringraziare tutti i miei compagni di squadra, perché è grazie a loro se ho questo riconoscimento. Se non avessimo vinto partite, se non avessimo giocato come abbiamo fatto, se non avessimo sollevato trofei, non avrei ricevuto questo premio".

A chi vuoi dedicare questo trofeo che porta un nome europeo ma che in realtà è mondiale, dato che i migliori giocatori del pianeta, compresi quelli sotto i 21 anni, vengono acquistati dai club del nostro Continente? "In primis alla mia famiglia. Poi naturalmente ai compagni di squadra, all’allenatore, allo staff, ai dirigenti e a tutte le persone che lavorano per il club con un pensiero particolare al nostro grande presidente Nasser Al Khelaifi, che ha avuto fiducia in me e che mi ha portato al Paris Saint-Germain. Senza di loro non avrei potuto conquistare il Golden Boy".

L’albo d’oro del Golden Boy comprende giocatori molto forti, tra cui altri tre francesi. C’è qualcuno che ti colpisce o che ti ha colpito di più? "È un onore far parte di questa lista ed essere menzionato insieme ad alcuni dei più grandi nomi del calcio. I giocatori che hanno vinto questo premio, come Messi, Agüero, Haaland, Mbappé, sono tutti giocatori eccezionali che hanno avuto, o stanno avendo, carriere incredibili e che mi ispirano ogni giorno. Quindi è un grande motivo di orgoglio".

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Doué festeggia: "Per tutti sono diventato mr. Golden Boy. Fiero e felice di aver centrato questo premio”
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Doué torna sulla finale di Champions League contro l'Inter
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