INVIATO A POISSY (PARIGI) - Il nuovo centro sportivo del Paris Saint Germain si sviluppa assecondando una piccola collina e la leggera salita, su cui si appoggiano i terrazzamenti che ospitano i diciassette campi, ispira i bambini e i ragazzi delle giovanili. Si parte a undici anni, nei campi più in basso, e via via si salgono i gradini della scalinata verso il paradiso della prima squadra, che si allena in cima alla collina. Su ogni rampa, spunta un pannello blu con una data e un elenco di nomi: sono quelli che ce l’hanno fatta dagli Anni 70 a oggi, quelli che sono partiti dalle giovanili e sono arrivati in prima squadra. Leggere quei nomi alimenta il sogno, ma i pannelli vengono sempre aggiornati e vedere incidere il proprio, di nome, trasforma il sogno in realtà. A Poissy si costruisce la squadra che deve vincere il campionato francese e la Champions League usando come materia prima i sogni e la fame di successo delle migliaia di ragazzi delle banlieue parigine, in questo momento il luogo del pianeta che sforna più campioni del mondo, più di San Paolo, più di Rio, che una volta erano il pozzo più prolifico. C’era una volta il Paris Saint Germain dello shopping compulsivo, che faceva saltare il banco del calciomercato tirando fuori 200 milioni per Neymar, che risucchiava i giocatori più forti, più esperti e più famosi con la potenza economica del Qatar.
Il centro del Psg è il più nuovo di tutti, ha due anni di vita
Oggi c’è il club che ha vinto la Champions con i prodotti del vivaio, con tre giovani nei primi quindici del Golden Boy, che investe sul settore giovanile e che, vista l’età media della squadra, può estendere il suo dominio sportivo per un decennio. Intendiamoci, non è che non investa più sul mercato, perché resta una big d’Europa che può prendersi un centravanti da 100 milioni, ma può diluire quella cifra in una rosa nella quale c’è una solida percentuale di giocatori fatti in casa, quindi con costi infinitamente più bassi. E con un senso di appartenenza al club che pone fondamenta sempre più solide e resistenti nel gruppo squadra. Tutti e diciassette i campi del centro del Psg hanno la stessa identica erba, lo stesso fondo e la stessa maniacale manutenzione, dai bambini di undici anni a Dembelé tutti sono messi nelle stesse identiche, e straordinarie, condizioni per esprimere il loro talento al meglio. E tutti sono nello stesso posto: i bambini vedono i campioni allenarsi a qualche centinaio di metri da loro e respirano la magia del calcio dei grandi, è un album delle figurine in tre dimensioni, è il sogno a portata di sguardo, è la fonte di ispirazione più grande che c’è. Nella Masia, a Barcellona, accade la stessa cosa e il numero di talenti che tira fuori il Barça consente di rimanere competitivo ai massimi livelli in qualsiasi condizione economica. Ma il centro del Psg è il più nuovo di tutti, ha due anni di vita, è lo stato dell’arte in fatto di strutture calcistiche e, di fatto, è una playlist del meglio che c’è in Europa, una selezione delle migliori idee riassunte a poco più di mezzora da Parigi, in aperta campagna. Un dettaglio, quest’ultimo, che ha suggerito uno strepitoso upgrade al lavoro dei nutrizionisti, personaggi ormai decisivi quanto i preparatori nei top team.
Un piccolo hotel, un coiffeur
Accanto i campi da gioco, ci sono infatti i campi di frutta e verdura del Psg, una piccola (ma neanche troppo piccola) azienda agricola, che offre i prodotti alla mensa delle squadre rendendo realtà il concetto di chilometro zero. Perché dalle cucine, che ogni giorno producono i pasti bilanciati e personalizzati per i giocatori, all’orto, ovviamente biologico, ci saranno forse seicento metri. Lo si può vedere dalla terrazza dove, nella bella stagione, i giocatori spesso si rilassano: è alla fine del corridoio dove si affacciano le loro stanze. Un piccolo albergo all’interno del centro sportivo, dove le camere sono personalizzate per ogni calciatore della prima squadra che la tiene per tutta la stagione. Una di queste è stata destinata a bottega da parrucchiere e un coiffeur di fiducia viene regolarmente per chi vuole sistemare l’acconciatura (lavora forte alla vigilia delle partite). Ma il cuore di tutto è ancora, e per fortuna, il campo. La prima squadra ne ha a disposizione un paio, con un’ampia area per l’allenamento dei portieri.
