Samuele Inácio, attaccante azzurrino del Borussia Dortmund, è una delle più belle sorprese nella prima lista del Golden Boy 2026. Uno dei quattro giovani virgulti italiani inseriti nella TOP 100 di Tuttosport - elaborata dal nostro “main partner” Transfermarkt - e svelata mercoledì sera nell’incantevole scenario umbro di Solomeo, il borgo del “re del cashmere” Brunello Cucinelli. Nessuno meglio di suo padre-agente João Batista Inácio “Piá”, 44 anni, è in grado di descriverne i progressi nei minimi dettagli. Lo abbiamo contattato mentre era in auto a Bergamo. L’ex attaccante di Atalanta, Napoli, Torino, Lecce, Ascoli, Treviso, Catania, Taranto, Varese, Pro Patria, eccetera ci ha rilasciato un’interessante intervista. Eccola: tutta da gustare e con una rivelazione sorprendente.
Inácio e il Golden Boy
Qual è stata la reazione di Samuele quando ha saputo di essere stato inserito per la prima volta, a 18 anni, nella TOP 100 del Golden Boy 2026? «Felicissimo, ovviamente, grande gioia. Grande allegria. Un riconoscimento significativo. Ha apprezzato. Lui è un ragazzo rispettoso ma anche molto ambizioso. E punta già a migliorare il suo “ranking” sin dalla prossima tappa».
Nell’albo d’oro del Trofeo internazionale di Tuttosport figurano due attaccanti che lo conquistarono con il Dortmund: Haaland nel 2020 e Götze nel 2011 mentre i loro grandi rivali tedeschi del Bayern lo hanno centrato solo una volta con Renato Sanches nel 2016. Cosa significa? «Che il settore giovanile del Borussia è formidabile. Nonostante la concorrenza e il “budget” XXL della “corazzata” bavarese, a Dortmund hanno allestito un sistema di reclutamento, sviluppo e gestione dei giovani talenti di valore assoluto».
