© Getty"La Nazionale è il coronamento di un sogno che avevo sin da piccolo. Ma è un punto di partenza, non di arrivo". Così Elia Caprile, portiere del Cagliari, alla sua prima convocazione nell'Italia, in vista delle gare di qualificazione ai prossimi Mondiali contro Moldavia e Norvegia. "Sono arrivato qua con il lavoro e i sacrifici e non voglio smettere di lavorare e di sacrificarmi. Se me l'aspettavo? No, l'ho scoperto venerdì dopo l'allenamento col Cagliari. Chi ho sentito per primo? La mia fidanzata con un messaggio", racconta nell'intervista a Vivo Azzurro Tv.
Buffon, "un punto di riferimento"
Il motivo per cui Caprile ha scelto di fare il portiere ha un nome e cognome: Gianluigi Buffon. "Un punto di riferimento nella scelta di diventare portiere? Buffon è al primo posto. È stato colui che mi ha fatto avvicinare e innamorare del ruolo, di avere una maglietta diversa, sporcarsi i guanti e avere tante belle responsabilità", rivela. Poi aggiunge: "Ogni anno sono cresciuto, mi sono adattato a campionati e a livelli diversi, ho avuto la fortuna di conoscere mister di portieri e di squadre che mi hanno messo alla prova. Mi sento migliorato in tutto ma so che non sono neanche alla metà del percorso". Sulle qualità del portiere moderno: "Partecipa alla partita e al gioco, non si limita a parare, gioca molto con i piedi ed è presente con la voce e nelle uscite. Io un portiere moderno? Lo devono dire gli altri".
Il presente a Cagliari
"L'esperienza all'estero è stata fondamentale, mi ha aperto la mente, mi ha obbligato ad adattarmi a situazioni diverse, lingua nuova che non conoscevo, sono molto contento di averla fatta". Così Caprile sull'avventura nelle giovanili del Leeds, in pieno periodo covid. "Ricordo tutti gli allenatori che ho avuto: Nicola, Conte, ora Pisacane. Ma quella prima convocazione in Premier League con Bielsa non si dimentica". Il pensiero va alla famiglia: "Senza i miei genitori non sarei la persona né il portiere che sono e non sarei arrivato in Nazionale". La scelta di lasciare Napoli lo scorso gennaio per approdare al Cagliari? Caprile la spiega così: "Io mi alleno per giocare: se non ho la partita soffro tanto, mi piacciono le responsabilità. Sono andato via da Napoli perché non vedevo uno sbocco per giocare, e sono felice di essere arrivato a Cagliari", conclude.