Cabrini: "Gattuso ha fatto quello che doveva, vincere. Ma i conti saranno a marzo". Sulla Norvegia...

"Novità come Pio Esposito e magari Camarda possono rappresentare una svolta. La Norvegia non è solo Haaland"

MILANO - Gattuso può diventare il primo ct dell’Italia a vincere le prime sei partite della sua gestione. Cabrini, le sta piacendo il nuovo corso azzurro? "Sta facendo quello che tutti gli chiedevano nel momento in cui è diventato il ct, cioè vincere. Però le partite che contano davvero non sono queste ma quelle che a marzo ci dovranno portare alla fase finale del Mondiale". Una volta 4-4-2 e l’altra 3-5-2, a seconda dell’avversario. Cambiare modulo di partita in partita crede sia la strada giusta? “Io in realtà penso che Gattuso stia facendo delle prove, in vista di quelle gare che contano di cui parlavo prima. È arrivato in un momento particolare e ha bisogno di valutare alcune situazioni nel settore arretrato: credo voglia capire quali giocatori gli possano dare più garanzie a livello di tenuta difensiva”. Il 9-0 che ci qualificherebbe al Mondiale è fantascienza. Ma possiamo almeno sperare in un po’ di spirito di rivalsa dopo Oslo? “Beh, questo è normale. Però sarà molto difficile, secondo me: mi aspetto una gara tosta anche a San Siro. La Norvegia non è più la squadra modesta che era una volta. Haaland ce l’hanno loro e qualcosa vorrà pur dire”. Come si ferma uno così? “Difficile da dire. I difensori azzurri dovranno puntare sulle proprie caratteristiche e dare il massimo: parliamo di un grande giocatore, di livello internazionale. Ha una forza impressionante, e non è nemmeno l’unico. La Norvegia non è solo Haaland, questo è il vero punto: ha tanti calciatori forti, che giocano in Premier League o comunque ai massimi livelli in giro per l’Europa”.

"Nessuno ci regalerà niente"

Ai suoi tempi sarebbe stato impensabile, oggi il campo dice che la Norvegia è più forte dell’Italia. “Beh, il calcio è così, le cose cambiano: bisogna dare atto ad alcuni Paesi di aver creduto nelle proprie capacità e forse anche nei propri uomini, ottenendo di conseguenza dei grandi risultati. E a questo punto possono vantare nazionali di tutto rispetto”. Sulla qualificazione dell’Italia al Mondiale è comunque fiducioso? “Mi auguro che arrivi, ovvio. Ma avremo avversari che non ci regaleranno niente. Servirà una Nazionale che pensi di poter essere protagonista. E soprattutto che sia in grado di esprimersi a un certo livello sul campo”. Da terzino a terzino: oggi Dimarco è tra i migliori al mondo? “Di sicuro è uno di quei giocatori su cui Gattuso può fare affidamento. Dà qualcosa in più a tutta la squadra, è un valore aggiunto”.

"Puntare sui giovani"

Pio Esposito e Camarda rappresentano un segnale di inversione di tendenza rispetto al passato? In attacco veniamo da anni decisamente complicati. “Di certo non abbiamo avuto nomi eccellenti lì davanti negli ultimi tempi, a livello di Nazionale. E quindi qualsiasi novità, in termini di giovani talenti, può rappresentare una svolta e far sperare in meglio. Poi bisognerà vedere che impatto potranno avere questi ragazzi sulla squadra azzurra, ora che si farà sul serio e ci si giocherà la qualificazione”. Come si spiega questa penuria di talento in Italia negli anni? “È una questione di scelte, di puntare sui giovani. Quando in Italia si deciderà di far giocare ragazzi che possono crescere e diventare campioni, anziché lasciarli sistematicamente in panchina, allora ne beneficerà anche la Nazionale”. 

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