Un terzino capace di trasformarsi in ala aggiunta e un centravanti col gol nel sangue, uno 21 anni e l’altro 20, esplosi nella stagione calcistica che porta al Mondiale: Marco Palestra e Pio Esposito, la risposta immediata con la mente sintonizzata sull’attualità. Ma mentre la risposta scatta, un’interferenza ne fa affiorare un’altra. Un’interferenza della memoria, e basta sintonizzarsi su quella perché i nomi cambino, ma risposta rimanga giusta, o quasi: Antonio Cabrini e Paolo Rossi, che nella stagione 1977-78 convinsero Enzo Bearzot a vestirli d’azzurro per il Mundial d’Argentina. Il quasi riguarda il fatto che allora era il centravanti, Rossi, ad avere 21 anni, e il terzino, Cabrini, ad averne 20. Oltre all’anno d’età in meno del Bell’Antonio rispetto all’esterno del Cagliari (ma di proprietà dell’Atalanta), era diversa la fascia su cui correvano, la sinistra per lo juventino e la destra per il rossoblù, così come Rossi non aveva muscoli da mostratre quando segnava come invece fa Esposito. O meglio, ne aveva, ma tutt’altro che ipertrofici come quelli dell’interista: capaci di esprimere non forza, ma una rapidità fuori dal comune, al servizio di un istinto rimasto proverbiale per intuire dove la palla sarebbe arrivata e farsi trovare lì prima di tutti. A buttarla dentro, come con caratteristiche molto diverse riesce a fare benissimo anche Esposito.
La forza di Esposito e i corss di Palestra
Nella Nazionale che Bearzot aveva già ricostruito quasi ex novo sulle macerie del Mondiale 1974 (per saperne di più, e soprattutto per godere di una splendida lettura, regalatevi “Azzurro tenebra”, di Giovanni Arpino), Rossi e Cabrini furono un’ulteriore iniezione di freschezza, energia ed entusiasmo. E, chiaramente, altissimo valore calcistico. La stessa cosa possono essere adesso Esposito e Palestra per l’Italia di Gattuso: intanto per arrivarci, al Mondiale, e poi nel caso anche in Centro e Nord America tra qualche mese. Domani sera contro l’Irlanda del Nord non dovrebbero essere tra i titolari (ma l’ipotesi non è da escludere), però nel caso sarebbero sicuramente due carte importanti da giocarsi a partita in corso: Esposito con la sua forza, la sua abilità nel gioco aereo e il suo fiuto del gol che potrebbero essere preziosi contro un’Irlanda del Nord arroccata in difesa, da attaccare a quel punto soprattutto con i cross. Cross che sono proprio una delle specialità di Palestra, magari dopo aver saltato uno o più avversari.

