MILANO - German Denis, a Bergamo domani sera batterà il cuore per un altro centravanti italo-argentino come lei, Mateo Retegui, che però ha scelto la maglia azzurra. “Mateo l’avevo consigliato all'Atalanta perché per me era l’attaccante giusto per Gasperini. Poi è arrivato a Genova. E ha dimostrato che non mi sbagliavo. La Serie A gli ha permesso di fare quel salto in avanti che gli serviva. Gli ha dato la conoscenza del calcio italiano, un calcio importante. Poi è stato bravo lui a inserirsi subito, a dimostrare le sue capacità.” Poi finalmente l’Atalanta con Gasp… “Che lo ha fatto crescere tantissimo. Lo ha fatto crescere in campo, di testa. Lo dicono i numeri.” Cosa trovava speciale in lui? “In lui ho sempre visto il tipico attaccante che si poteva adattare al calcio italiano: forte fisicamente, bravo di testa e dentro l'area rigore. Uno che riesce a leggere le giocate e poi uno che si sbatte a destra, a sinistra. Avanti e pure indietro per la squadra.” Gattuso deve puntare su di lui e... “Pio Esposito. Sta bene e lo ha dimostrato anche a Firenze.” Dica la verità: guardando Mateo in campo rivede un po’ “El Tanque”? “Io a volte uscivo un po' più col fraseggio, partecipavo un po' di più all’azione. Lui è di quegli attaccanti invece che sono un punto di riferimento in mezzo all’area di rigore. Però sì, posso dire che c'è una certa somiglianza...”. Che cosa ha l'Italia di più di Irlanda del Nord, Bosnia e Galles? “L'Italia se la può giocare tranquillamente anche perché ha dei grandi giocatori. Sono però partite secche e bisogna dare tutto e anche di più. Io sono convinto che l'Italia passerà, sono convintissimo di questo, però chi scende in campo deve essere consapevole della propria forza.”
"Bergamo perfetta per i playoff"
Gattuso ha scelto Bergamo per la gara con l’Irlanda del Nord. “Penso che sia lo stadio perfetto per questo playoff. La gente di Bergamo dentro quello stadio è un’arma in più, si fa sentire, ti trascina. Io lo conosco bene, Mateo lo conosce bene. Bergamo aiuterà tantissimo gli azzurri per riuscire a prendersi la finale playoff.” Senta ma oggi si può dire che Retegui ha fatto un piccolo errore lasciando il calcio che conta solo per soldi? “A volte nel calcio comandano i “numeri” - sorride - Io al suo posto non so cosa avrei fatto però sicuramente davanti a certi i “numeri” è difficile dire di no...” Ora vuole tornare in Italia: è un attaccante da grande squadra? “Sì, non ho dubbi, è un attaccante che può giocare con qualsiasi big nel nostro campionato. Io sono convinto che in questo momento storico l’Italia abbia bisogno di questi giocatori per aumentare la propria competitività. Quest’anno si è fatta fatica nelle competizioni internazionale e uno come Retegui servirebbe tanto un po’ a tutte le grandi.”
