De Laurentiis di fuoco sul naufragio Italia: “È il giocattolo in mano ai bambini”

"Nel calcio italiano tutto è dormiente, con Malagò nel giro di un biennio torneremmo forti di nuovo", le parole del presidente del Napoli

È il primo di aprile e l'Italia è di nuovo fuori dai Mondiali, ma purtroppo non è un pesce d'aprile. La sconfitta ai rigori contro la Bosnia Erzegovina è stato l'ennesimo risultato deludente della Nazionale, che per la terza volta consecutiva non parteciperà alla Coppa del Mondo. Un disastro senza precedenti, che è stato commentato dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ai microfoni di Radio Crc: "Diciamo sempre che si gioca troppo e distrugge i nostri calciatori. Oggi si continua a voler essere 20 squadre, ma se tornassimo a 16 squadre, se abolissimo le Supercoppe da giocare in Arabia Saudita, li risparmieremmo. Sono un patrimonio da noi pagato e avremmo anche il tempo per poter far allenare la Nazionale". 

Le dure parole di De Laurentiis: "Nulla si sposta e tutti vivacchiano"

Il presidente azzurro ha poi aggiunto: "A me da dieci anni viene solo da sorridere perché a Napoli abbiamo una bellissima espressione: 'a pazziell mman e criatur' (il giocattolo in mano ai bambini, ndr). Bisognerebbe cominciare a riflettere sul fatto che io da anni accuso che nel calcio italiano tutto è dormiente e che nulla si sposta, tutti vivacchiano. Io non sono uno a cui piace vivacchiare. Il mondo dello sport, dove c'è di mezzo anche lo Stato, è stato foriero di grandi successi e ne abbiamo avuto riscontro alle Olimpiadi invernali e alle scorse Olimpiadi estive". 

Il possibile sostituto di Gravina

Servirebbe quindi una rivoluzione totale, a partire dal presidente della FIGC Gravina che andrebbe sostituito (come sottolineato anche dal presidente dello Sport Abodi). Al suo posto De Laurentiis punterebbe su Giovanni Malagò: "Lui ha lavorato molto bene ma nel calcio bisogna resettare e non avere paura e vergogna di ripartire da zero. Io mi sono stancato di dover mettere a disposizione i miei giocatori: sono a disposizione se mi rimborsi una parte consistente di quello che investiamo e se mi fai un'assicurazione totale del suo valore in caso di infortunio per il periodo in cui non può giocare. Questo deve essere chiarissimo: non possiamo sempre giocare con i soldi degli altri. Uno come Malagò è abituato a fare sempre il meglio, è un grande professionista e lo ha sempre dimostrato. Purtroppo nel mondo che ci circonda molti vogliono essere lì per prendere, senza capire che per ricevere bisogna dare. Non c'è dubbio che se Malagò prendesse in mano il calcio italiano, quest'ultimo risalirebbe prestissimo la china. Se da domani mattina si ripartisse con lui, secondo me nel giro di un biennio saremmo forti nuovamente".

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