Leoni, Palestra e un leader: da chi può ripartire adesso l'Italia

Il centrale del Liverpool può essere il leader della difesa. Fuori per l’infortunio al crociato, in attesa del ritorno c’è Gabbia. Palestra punto fermo da subito

Dal “leone” Acerbi, a Leoni Giovanni. La disfatta di Zenica ha confermato quanto tutti un po’ sapevano: all’Italia mancano terribilmente un leader al centro della difesa e un faro nel cuore del centrocampo mentre in attacco tra Kean, Retegui, Scamacca e soprattutto - in prospettiva - Pio Esposito, non possiamo lamentarci. La disastrosa prestazione di Bastoni è figlia di una scelta di base sbagliata da parte di Gattuso che ha voluto farlo coesistere con Calafiori nella linea a tre: mai negli ultimi cinque anni Inzaghi e Chivu lo hanno schierato al centro e la lettura sbagliata dell’azione che ha portato alla sua espulsione ne è la prova.

Italia, da chi ripartire

Chi lì ha fatto benissimo nell’ultima stagione a Parma è Giovanni Leoni e la speranza è che, una volta rientrato dopo la rottura del crociato, il ragazzo oggi al Liverpool (non male come università dove crescere) possa avere un impatto in azzurro simile a quello di Palestra: quanto fatto in Bosnia - per di più con l’Italia in inferiorità numerica - già basta a dimostrare che si dovrà ripartire da lui. L’esterno del Cagliari il meglio lo dà nella linea a quattro e anche il tema dell’assetto tattico dovrà essere dirimente: Gattuso si era adattato a un 3-5-2 che non ha nel dna per la situazione emergenziale e perché tutte le big in Italia giocano così.

In Europa tutti giocano a quattro e abbiamo gli uomini per farlo pure noi: detto di Palestra, non va dimenticato come Calafiori nell’Arsenal giochi terzino sinistro e lì dia il meglio. Il più sacrificato sarebbe Dimarco, ma anche da adattato resterebbe un fattore per la qualità che può dare nelle giocate alle azioni offensive.

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Futuro Italia: giovani, regista e obiettivo Mondiale 2030

Il calendario, con primi sei mesi del 2027 dedicati alla Nations League, offre un assist per capire quali giovani siano pronti al salto, anche perché stella polare del quadriennio dovrà essere la qualificazione al Mondiale 2030. In quest’ottica - mantenendo il focus sulla difesa - ci si attende una crescita esponenziale di Buongiorno, che a Napoli si è un po’ involuto, mentre certamente verrà reimbarcato nel progetto Gabbia che - in attesa dell’auspicata esplosione di Leoni - può essere il primo candidato a giocare al centro, visto che lo fa già (bene) in rossonero. Punto ancora più dolente è la ricerca di un regista. Locatelli e Cristante sono buoni giocatori ma nel cuore dell’ingranaggio serve un leader tecnico per tornare al livello che ci dovrebbe appartenere: problema che aveva avvertito pure Gattuso, come prova la pre-convocazione di Marco Verratti che sta “svernando” nel calcio qatariota.

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Italia, non c'è Yamal ma...

Qui, al momento, non si vede un Leoni, ma (purtroppo) neppure un Gabbia. Alla Fiorentina sta facendo bene Fagioli, mentre nel Milan Ricci - che a Torino giocava in regia - è stato utilizzato da mezzala e non sembra comunque avere il phisique du role per fare il direttore d’orchestra là dove un tempo (sic) avevamo Andrea Pirlo. Gattuso già nelle ultime convocazioni ha aperto ai giovani chiamando, oltre a Palestra e a Pio Esposito, Pisilli e Scalvini. Al mazzo presto potrebbero aggiungersi Ruggeri, Baldanzi (rinato al Genoa con De Rossi) e Vergara che se non si fosse infortunato sarebbe forse già stato precettato per gli spareggi. In Under 21 crescono bene Bartesaghi, Koleosho e Ndour ma tutti gli occhi sono puntati - vista la penuria di difensori all’altezza della situazione - su Ahanor. Certo, non abbiamo un Lamine Yamal, ma il materiale su cui lavorare c’è.

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Dal “leone” Acerbi, a Leoni Giovanni. La disfatta di Zenica ha confermato quanto tutti un po’ sapevano: all’Italia mancano terribilmente un leader al centro della difesa e un faro nel cuore del centrocampo mentre in attacco tra Kean, Retegui, Scamacca e soprattutto - in prospettiva - Pio Esposito, non possiamo lamentarci. La disastrosa prestazione di Bastoni è figlia di una scelta di base sbagliata da parte di Gattuso che ha voluto farlo coesistere con Calafiori nella linea a tre: mai negli ultimi cinque anni Inzaghi e Chivu lo hanno schierato al centro e la lettura sbagliata dell’azione che ha portato alla sua espulsione ne è la prova.

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Chi lì ha fatto benissimo nell’ultima stagione a Parma è Giovanni Leoni e la speranza è che, una volta rientrato dopo la rottura del crociato, il ragazzo oggi al Liverpool (non male come università dove crescere) possa avere un impatto in azzurro simile a quello di Palestra: quanto fatto in Bosnia - per di più con l’Italia in inferiorità numerica - già basta a dimostrare che si dovrà ripartire da lui. L’esterno del Cagliari il meglio lo dà nella linea a quattro e anche il tema dell’assetto tattico dovrà essere dirimente: Gattuso si era adattato a un 3-5-2 che non ha nel dna per la situazione emergenziale e perché tutte le big in Italia giocano così.

In Europa tutti giocano a quattro e abbiamo gli uomini per farlo pure noi: detto di Palestra, non va dimenticato come Calafiori nell’Arsenal giochi terzino sinistro e lì dia il meglio. Il più sacrificato sarebbe Dimarco, ma anche da adattato resterebbe un fattore per la qualità che può dare nelle giocate alle azioni offensive.

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