MILANO - La chaise longue e il taccuino per prendere appunti Chivu li aveva già tirati fuori a inizio stagione, quando i nazionali erano tornati giù dalla batostona che la Norvegia aveva rifilato all’Italia. Un corso accelerato e giù di psicologia per tirar su con l’argano l’umore dei nazionali interisti. Stavolta più che l’argano servirà una via di mezzo tra lo zucchero di Mary Poppins e la pozione Felix Felicis di Harry Potter per far ritrovare la serenità ai nazionali nerazzurri, che oggi tornano al lavoro di Appiano più demoralizzati che mai. Oltre a Bastoni, Dimarco, Barella, Frattesi stavolta c’è pure Pio alle prese con la prima grossa delusione mondiale.
Pio, l'altra delusione
Oddio, mezza ce la aveva già avuta quando era in Under 20: la finale del Mondiale persa contro l’Uruguay, nel 2023. Ma almeno quella volta lì Pio il Mondiale lo aveva giocato e in finale insieme agli azzurrini ci era arrivato, anche se non aveva giocato da titolare (era entrato nella ripresa al posto di Pafundi). Stavolta, il contraccolpo psicologico rischia di essere più forte. Intanto perché qualche occasione in campo per segnare il giocatore nerazzurro l’ha avuta. Soprattutto, però, peserà - e chissà quanto ci ripenserà - il rigore sbagliato.
