Pio Esposito, la missione di Chivu: il primo flop e l'unico contento all'Inter

Il tecnico dei nerazzurri chiede di concentrarsi sulla Roma. L'attaccante non è l’unico ad aver bisogno dello “psicologo”: sono 6 i nazionali demoralizzati, compreso Zielinski

MILANO - La chaise longue e il taccuino per prendere appunti Chivu li aveva già tirati fuori a inizio stagione, quando i nazionali erano tornati giù dalla batostona che la Norvegia aveva rifilato all’Italia. Un corso accelerato e giù di psicologia per tirar su con l’argano l’umore dei nazionali interisti. Stavolta più che l’argano servirà una via di mezzo tra lo zucchero di Mary Poppins e la pozione Felix Felicis di Harry Potter per far ritrovare la serenità ai nazionali nerazzurri, che oggi tornano al lavoro di Appiano più demoralizzati che mai. Oltre a Bastoni, Dimarco, Barella, Frattesi stavolta c’è pure Pio alle prese con la prima grossa delusione mondiale.

Pio, l'altra delusione

Oddio, mezza ce la aveva già avuta quando era in Under 20: la finale del Mondiale persa contro l’Uruguay, nel 2023. Ma almeno quella volta lì Pio il Mondiale lo aveva giocato e in finale insieme agli azzurrini ci era arrivato, anche se non aveva giocato da titolare (era entrato nella ripresa al posto di Pafundi). Stavolta, il contraccolpo psicologico rischia di essere più forte. Intanto perché qualche occasione in campo per segnare il giocatore nerazzurro l’ha avuta. Soprattutto, però, peserà - e chissà quanto ci ripenserà - il rigore sbagliato.

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Il rigore di Pio Esposito

Una delle facce più replicate in prima pagina dopo la disfatta azzurra è stata la sua. Anche se, va detto, ha avuto coraggio lui, un ventenne che in fondo ha meno ore di volo in nazionale rispetto a tanti altri, a tirare il primo rigore della serie. Col senno di poi, forse sarebbe stata una scelta più saggia da parte di chi ha compilato la lista dei rigoristi quella di lasciare l’onere dell’apertura delle danze a qualcuno più navigato del giovane Pio. Che peraltro nel 2025 aveva già sbagliato un rigore abbastanza decisivo nella corsa alla promozione in A dello Spezia contro… la Juve Stabia. Tant’è. Il primo grande flop della carriera del bambino d’oro dell’Inter si è materializzato in Bosnia e ora toccherà a Chivu rivitalizzare il pupillo lanciato sul grande palcoscenico del calcio italiano.

Di certo un rigore non cancella tutto quanto ha fatto vedere finora il giocatore, e De Gregori lo sa dire meglio di noi. A Chivu però, toccheranno gli straordinari. Da rivitalizzare moralmente c’è anche Zielinski, pure lui uscito agli spareggi con la Polonia.

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Calhanoglu, l'unico contento

L’unico contento sarà Calhanoglu (la Turchia sì che al Mondiale ci va), che però sarà da rivitalizzare al polpaccio: col Kosovo è uscito malconcio dopo quasi 90 minuti. Il discorso è che un po’ l’Inter tutta sarà l’osservata speciale nella domenica di Pasqua per la condizione fisica, apparsa meno brillante del solito nelle ultime uscite. I nerazzurri arrivano da due punti raccolti nelle ultime tre gare di campionato: sconfitta nel derby, pari con Atalanta e Fiorentina. Milan e Napoli hanno accorciato rispettivamente a meno sei e meno sette. Contro la Roma non ci saranno alibi: bisogna vincere e i tifosi sperano che la sosta abbia aiutato la squadra - o almeno chi è rimasto a lavorare ad Appiano a rimettersi in sesto al meglio. Soprattutto Chivu e gli interisti tutti sperano che rientri un giocatore già in palla e pronto a rimettersi l’Inter sulle spalle verso la volata scudetto: Lautaro Martinez, tornato ad allenarsi totalmente in gruppo.

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MILANO - La chaise longue e il taccuino per prendere appunti Chivu li aveva già tirati fuori a inizio stagione, quando i nazionali erano tornati giù dalla batostona che la Norvegia aveva rifilato all’Italia. Un corso accelerato e giù di psicologia per tirar su con l’argano l’umore dei nazionali interisti. Stavolta più che l’argano servirà una via di mezzo tra lo zucchero di Mary Poppins e la pozione Felix Felicis di Harry Potter per far ritrovare la serenità ai nazionali nerazzurri, che oggi tornano al lavoro di Appiano più demoralizzati che mai. Oltre a Bastoni, Dimarco, Barella, Frattesi stavolta c’è pure Pio alle prese con la prima grossa delusione mondiale.

Pio, l'altra delusione

Oddio, mezza ce la aveva già avuta quando era in Under 20: la finale del Mondiale persa contro l’Uruguay, nel 2023. Ma almeno quella volta lì Pio il Mondiale lo aveva giocato e in finale insieme agli azzurrini ci era arrivato, anche se non aveva giocato da titolare (era entrato nella ripresa al posto di Pafundi). Stavolta, il contraccolpo psicologico rischia di essere più forte. Intanto perché qualche occasione in campo per segnare il giocatore nerazzurro l’ha avuta. Soprattutto, però, peserà - e chissà quanto ci ripenserà - il rigore sbagliato.

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