Federico Mangiameli, ritiratosi nel 2025 dopo un percorso nei settori giovanili di Milan, Bologna e Torino, si è sfogato nelle storie Instagram in cui ha lanciato un duro attacco al sistema calcio italiano dopo l'eliminazione contro la Bosnia e le parole del presidente della FIGC Gravina. L'ex attaccante ha descritto un ambiente distante dall’immagine patinata spesso proposta all’esterno, denunciando dinamiche economiche e gestionali discutibili, che lui ha provato direttamente sulla sua pelle. “Solo chi ha vissuto quel mondo può capire lo schifo che c’è dietro", si legge nel messaggio condiviso sui social a corredo di una sua foto con la maglia dei rossoneri, che ha vestito fino al 2023.
Un sistema tossico
"Da una parte sono frustrato, dall'altra sono felice. Solo chi ha vissuto in questo mondo sa quanto sia disgustoso ciò che accade dietro le quinte": inizia così lo sfogo di Federico Mangiameli, ex attaccante ritiratosi nel 2025. "Agenti che spingono i loro giocatori dalle serie inferiori fino alla Serie C con buste da 50.000 euro, Serie A e squadre giovanili composte solo da giocatori stranieri strapagati, o allenatori che non sanno nemmeno decidere la formazione titolare. Ho assistito a cose che non meritano denaro e ho visto compagni di squadra trattati orribilmente dai dirigenti dei club. Tutto questo è il sistema del calcio italiano, un sistema tossico che fortunatamente ho lasciato tempo fa. A differenza di altri sport, è diventato qualcosa da non prendere come esempio: persone che falsificano le cose, favoritismi, individui ignoranti e maleducati che farebbero qualsiasi cosa per pochi soldi. E tutto questo è il risultato".
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