L’ennesima delusione della Nazionale italiana ha segnato uno spartiacque profondo nella storia recente del calcio azzurro. La sconfitta ai calci di rigore nella finale playoff contro la Bosnia è stato l’atto conclusivo di un ciclo fallimentare che ha portato l’Italia a mancare il terzo Mondiale consecutivo. Un evento senza precedenti, che ha inevitabilmente innescato una reazione a catena ai vertici della Federazione. E anche il commissario tecnico Gattuso ha detto addio. Tutti i posti sono vuoti per iniziare una ricostruzione. Ed è anche partita la caccia al successore.
Gattuso lascia la panchina dell'Italia
Dopo le dimissioni del presidente federale Gravina e del capo delegazione Buffon, anche il commissario tecnico Gattuso ha deciso di fare un passo indietro, risolvendo il proprio contratto con la FIGC. Una scelta che si inserisce in un contesto di responsabilità condivise, ma che porta con sé il peso di un progetto tecnico mai realmente decollato. Il tecnico, chiamato a ricostruire una Nazionale in difficoltà, non è riuscito a imprimere una svolta decisiva. La sua Italia ha mostrato grinta e spirito combattivo, ma ha spesso evidenziato limiti strutturali, soprattutto nei momenti chiave.
Il mancato accesso al terzo Mondiale consecutivo evidenzia criticità profonde che riguardano l’intero movimento calcistico italiano: dalla formazione dei giovani alla gestione dei talenti, fino alla mancanza di una chiara identità di gioco. Le dimissioni a catena rappresentano il segnale più evidente della necessità di un cambiamento radicale.