Malagò, le chiavi. Italia-Bosnia e il retroscena
L’aria da resa dei conti la spiega il circolare di indiscrezioni sul premio ai calciatori della Nazionale per l’eventuale qualificazione ai Mondiali, in verità prassi consolidata da tempo nel giro azzurro non tramite un regalo cash, ma con un presente come per esempio un orologio. Il vero schiaffo di Gravina ad Abodi e al governo sarebbe l’elezione di un presidente poco gradito: difficile riuscirci con Abete - continuità eccessiva - ma, se l’enorme bacino elettorale della D convergesse su Malagò, il gioco sarebbe (quasi) fatto. Il presidente onorario del Circolo Aniene, a parte Lotito, ha per ora il gradimento di tutti gli altri presidenti di A, a partire da De Laurentiis, ex alleato del numero uno laziale contro Gravina.
Il non felicissimo precedente da commissario di Lega fa sì che l’appoggio della A non sia granitico: è uno dei motivi, insieme ai dubbi di alcune componenti (calciatori e allenatori in primis), per cui l’operazione non sia scontata. C’è tempo perché chi non vuole Malagò studi alternative: c’è chi da anni sogna un ex calciatore al vertice della Figc (Albertini, Maldini o Del Piero), chi è convinto che alla fine Abodi tirerà fuori il coniglio romano dal cilindro, e chi lancia nomi come quello di Matteo Renzi. La cui smentita è apparsa sincera, la successiva catilinaria contro Lotito ha dato l’idea che sia sul pezzo. Nel caso, nel toto-ct sarebbe da puntare su chi è passato dall’Arabia Saudita.