Pagina 2 | Gullit e la crisi Italia: "Mancano Bonucci e Chiellini. A fare la punta c’è un argentino"

L’ennesima esclusione dell’Italia dai Mondiali continua a generare reazioni e analisi nel mondo del calcio internazionale. Un risultato che pesa non solo per il prestigio della Nazionale ma anche per le implicazioni sul futuro del movimento calcistico italiano. A poco più di un mese dalla mancata qualificazione, il dibattito resta acceso e ha coinvolto anche ex campioni che hanno conosciuto da vicino il valore degli azzurri negli anni d’oro, come Ruud Gullit e Luis Figo, intervenuti a Madrid in occasione dei Laureus World Sports Awards. Entrambi hanno evidenziato criticità profonde, parlando apertamente di una perdita di identità tecnica e della necessità di una revisione strutturale per rilanciare gli azzurri a livello mondiale.

Gullit, le critiche al calcio italiano e l'esempio Bonucci-Chiellini

"L'Italia ha dimenticato il suo Dna: pensare alla difesa. E deve ritrovalo"- ha detto Gullit commentando la terza eliminazione degli azzurri ai Mondiali. Poi ha approfondito: "Ora non avete attaccanti e neanche difensori. Io mi sono confrontato sempre con i migliori difensori del mondo in Italia".

 

 

L'olandese ha rimarcato con forza questo concetto, spiegando come siano cambiati i tempi: "L'Italia era sempre forte perché quando tu ti difendi bene hai sempre la possibilità di avere un punto in più, però adesso, quasi ogni opportunità dell'avversario potrebbe diventare un gol. Nel passato non era così. L'ultima volta che l'Italia ha vinto qualcosa aveva una difesa solida con Giorgio Chiellini, Leonardo Bonucci, difensori che capivano come difendersi ma anche come attaccare ed è così che si vincono i trofei. Questo è ciò che manca in questo momento".

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"Difensori non sanno difendere. Un argentino per fare l'attaccante"

Gullit ha ammesso come non si aspettasse l'eliminazione dell'Italia, ma ha sottolineato come alcuni segnali fossero già evidenti: "Non avete un attaccante, c'è un argentino che è diventato un italiano per fare l'attaccante. E l'Italia, ripeto, non hai più questi giocatori che difendono con intelligenza. Non dico che devi parcheggiare il pullman, però servono difensori che sanno come si difende". Secondo Gullit, gli azzurri dovrebbe tornare a "puntare sulle loro migliori caratteristiche" senza cercare di imitare modelli come quelli della Spagna o del Paris Saint-Germain. Per il futuro la leggenda del Milan non ha indicato un nome per la panchina della Nazionale ma ha insistito sulla necessità di puntare sui giovani: "Guardate il Barcellona, non aveva più soldi e ha dovuto prendere i giovani, e guarda quanti ce ne sono adesso". Poi ha ironizzato: "È meglio non avere i soldi".

 

 

Figo, l'Italia e quello che serve per rialzarsi

Anche Figo, ospite dello stesso evento, ha sottolineato la gravità del momento degli azzutti: "È un peccato che l'Italia, che è una potenza del calcio, non sia ai Mondiali". Poi ha aggiunto: "Penso che la gente in Italia, i dirigenti, tutti quelli che fanno parte della nazionale debbano riflettere. Serve una riflessione profonda perché se si viene eliminati una volta ok, se sono due è strano ma se diventano tre occorre pensare a una ristrutturazione, produrre più talenti. Se tu non vinci non è solo una questione strutturale ma di qualità".

 

 

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"Difensori non sanno difendere. Un argentino per fare l'attaccante"

Gullit ha ammesso come non si aspettasse l'eliminazione dell'Italia, ma ha sottolineato come alcuni segnali fossero già evidenti: "Non avete un attaccante, c'è un argentino che è diventato un italiano per fare l'attaccante. E l'Italia, ripeto, non hai più questi giocatori che difendono con intelligenza. Non dico che devi parcheggiare il pullman, però servono difensori che sanno come si difende". Secondo Gullit, gli azzurri dovrebbe tornare a "puntare sulle loro migliori caratteristiche" senza cercare di imitare modelli come quelli della Spagna o del Paris Saint-Germain. Per il futuro la leggenda del Milan non ha indicato un nome per la panchina della Nazionale ma ha insistito sulla necessità di puntare sui giovani: "Guardate il Barcellona, non aveva più soldi e ha dovuto prendere i giovani, e guarda quanti ce ne sono adesso". Poi ha ironizzato: "È meglio non avere i soldi".

 

 

Figo, l'Italia e quello che serve per rialzarsi

Anche Figo, ospite dello stesso evento, ha sottolineato la gravità del momento degli azzutti: "È un peccato che l'Italia, che è una potenza del calcio, non sia ai Mondiali". Poi ha aggiunto: "Penso che la gente in Italia, i dirigenti, tutti quelli che fanno parte della nazionale debbano riflettere. Serve una riflessione profonda perché se si viene eliminati una volta ok, se sono due è strano ma se diventano tre occorre pensare a una ristrutturazione, produrre più talenti. Se tu non vinci non è solo una questione strutturale ma di qualità".

 

 

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