C’è qualcosa di acrobatico nel saltare da Guardiola a Pirlo. Eppure forse c’è una logica nell’operato di Maldini e Leonardo, con la supervisione di Malagò. Una roba tipo: o prendiamo uno dei top in circolazione (quindi Pep o Ancelotti, ufficialmente contattato) oppure prendiamo qualcuno in totale sintonia con noi, Pirlo appunto. E la totale sintonia presuppone che la Federcalcio sia tornata ai tempi delle “commissioni tecniche” che hanno governato la Nazionale fino agli Anni 60. Viene da pensare, infatti, che Pirlo sarà l’allenatore degli azzurri, ma con una fattiva collaborazione di Maldini e Leonardo, dirigenti molto meno defilati dei loro predecessori, anche su questioni prettamente tecniche, dalle convocazioni in giù.
La scommessa Pirlo
Magari non è così, si tratta solo di un’ipotesi, ma almeno darebbe una spiegazione comprensibile del triplo carpiato con avvitamento con cui si è passati dall’offrire il posto a uno degli allenatori più vincenti (e pagati) della storia del calcio all’assumere l’allenatore che ha appena vinto il campionato di seconda divisione degli Emirati Arabi Uniti. Intendiamoci: Pirlo potrebbe essere anche una scelta geniale. E, date le condizioni in cui si trova l’Italia del calcio, lo speriamo con tutte le forze, disposti pure a fare ammenda per le perplessità che nutriamo oggi. La cenere con cui cospargerci il capo sarebbe lieve se l’Italia tornasse Italia. Adesso, però, tutto questo ci sembra un azzardo, una scommessa fatta in un momento delicatissimo della nostra storia. Oggi il calcio italiano è impantanato in sabbie ignobili dopo tre Mondiali saltati e il rischio di retrocedere in Nations League, con una qualificazione al prossimo Europeo che sarebbe anche semplice da ottenere, se ormai non avessimo capito che di semplice non c’è più assolutamente nulla.
Errore minimo, forza Andrea
La Nazionale ha un margine di errore minimo: se da una parte c’è un lavoro lungo e lento da fare per rifondare il movimento dalle scuole calcio in su, dall’altra, in modo parallelo, c’è da tamponare una situazione di emergenza, tenendo a galla la barca. Ecco, in emergenza, una scommessa non è sempre la scelta migliore. Ma l’abbiamo fatta e ora dobbiamo impegnarci tutti insieme per vincerla. Forza Andrea, siamo con te.