De Siervo: "Infantino, basta lezioni di moralità. Pirati tv occhio alle megamulte"

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Dal Qatar, l'ad della Lega A gioca a tutto campo: attacca il presidente della Fifa; si schiera con Tebas, l'omologo spagnolo contro il progetto Superlega, "anche se molte cose cambieranno nel calcio internazionale durante i prossimi cinque anni". Poi avverte gli utilizzatori illegali delle pay tv che da questa settimana scattano pesanti sanzioni. E dagli arbitri reclama spiegazioni sul caso D'Onofrio, l'ex procuratore Aia arrestato per traffico internazionale di droga: "Una vicenda inquietante che non mi fa stare tranquillo".

Conversare con Luigi De Siervo è sempre istruttivo. Ci sono 5.650 km fra Milano a Doha, dove l'amministratore delegato della Lega Serie A si trova per seguire il Mondiale. Tuttavia, ad abbattere le distanze pensa "La Politica nel pallone", la storica trasmissione in onda ogni lunedì su GR Rai Parlamento, condotta da Emilio Mancuso e giunta alla puntata n.680. Lo incrocio insieme con Andrea Di Caro, vicedirettore de La Gazzetta dello Sport. De Siervo gioca a tutto campo. 

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IL MORALISTA E L'ARRESTATO. La bordata a Gianni Infantino, presidente della Fifa, è tanto diplomatica quanto dura: "In sede di apertura del Mondiale, ha fatto un discorso che non condivido. La lezione di moralità suona veramente stonata. Questo mondiale fornisce comunque elementi di riflessione profonda sui quali dobbiamo interrogarci". Il tono è secco, come quando gli domando che cosa pensi del caso D'Onofrio, l'ex procuratore dell'Aia arrestato per traffico internazionale di droga: "La vicenda è inquietante e non mi sento tranquillo. Come Lega Serie A stiamo seguendo la situazione nel rispetto di chi sta indagando, ma questa vicenda richiede spiegazioni convincenti perché, se è vero ciò che leggiamo, questa persona trasportava 30-40 kg di droga per cifre ridicole, mettendo a rischio se stesso e la propria famiglia. Mi domando come questa persona possa aver rivestito ruoli di tale rappresentanza. Non sono mai stato un cospirazionista , però vorrei capire come per 12-13 anni questo signore sia potuta crescere nelle responsabilità del mondo arbitrale senza che nessuno mettesse a fuoco che tipo di persona fosse. Non ho mai fatto nella mia vita una dichiarazione contro gli arbitri e non la farò oggi: chiedo solo ci sia un'analisi profonda e siano date risposte convincenti".

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TEBAS E LA SUPERLEGA. L'8 novembre scorso, a Nyon, la sede dell'Uefa è stata teatro dell'incontro tra la federcalcio europea, alcuni fra i principali dirigenti del calcio continentale e Bernd Reichart, amministratore delegato di A22 Sports, la società che, su input di Real, Barcellona e Juve, vuole resuscitare una Superlega riveduta e corretta dopo il fallimentare naufragio dell'aprile 2022. In Svizzera, c'erano anche De Siervo e il suo omologo spagnolo, Javier Tebas il quale, successivamente è intervenuto al Thinking Summit Oporto, affermando: "La concezione del calcio propugnata dalla Superlega è pericolosa, fa perdere l'essenza stessa del calcio. Provocherebbe la rovina dei campionati nazionali e delle centinaia di migliaia di posti di lavoro a essi collegati. In Spagna, ad esempio, i campionati nazionali sono molto più seguiti di una partita della fase a gironi di Champions League. Sin segue di più la Segunda Divisiòn di un qualsiasi Juventus-Bayern". De Siervo annota: "La Lega A si oppose subito al progetto Superlega e questa è sempre la nostra posizione, sebbene sia convinto che nei prossimi cinque anni molte cose cambieranno nel calcio internazionale".

UN MILIARDO DI DANNI. All'augurio che il nuovo ministro dello Sport, Andrea Abodi, possa sbloccare la questione nuovi stadi, De Siervo accompagna un avvertimento ai pirati che illegalmente si collegano alle pay tv. L'ultima operazione della Polizia Postale contro lo streaming tarocco risale alla settimana scorsa e ha smantellato un consorzio di hacker grazie al quale 900 mila utenti avrebbero pagato 10 euro al mese per vedere in chiaro quasi tutto, provocando un danno di 30 milioni al mese alle diverse piattaforme. Secondo le stime degli investigatori, l'operazione ha bloccato il 70 per cento dei flussi illegali". De Siervo ricorda: "Negli ultimi quattro anni, la pirateria ha causato danni per 1 miliardo di euro. Siamo profondamente grati alla Polizia Postale e alla Guardia di Finanza per la campagna che stanno conducendo contro le centrali illegali e agli utenti a esse collegati, ricordo che da questa settimana sono scattate le multe anche a loro carico. Si tratta di un cambio di passo molto importante". La situazione è cambiata e d'ora in poi, a pagare non sono più soltanto gli hackeri. Le multe per i loro clienti vanno da 154 euro ("utilizzo illecito di contenuti audiovisivi coperti dal diritto d'autore) a 1.032 euro in caso di recidiva. Se si paga entro 60 giorni, la sanzione pecuniaria varia da 54 a 344 euro.

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