Torino, Rodriguez esalta Juric: "Grazie a lui sono rinato"

Il difensore granata commenta così: "Se al Mondiale con la Svizzera gioco grandi partite, il merito è del tecnico: i suoi allenamenti mi fanno correre"

TORINO - Nella Svizzera che ha stupito in questo primo scorcio di Mondiale, conquistando con merito la qualificazione agli ottavi di finale nel girone – sulla carta – più difficile c’è lo zampino di Ivan Juric. Non direttamente, perché il tecnico croato si sta godendo qualche giorno di riposo in attesa di ricominciare a lavorare con il Torino, ma attraverso Ricardo Rodriguez. Il difensore mancino è apparso tra i più in forma della Nazionale elvetica, giocando per intero le 3 partite contro Camerun, Brasile e Serbia e facendosi apprezzare in una posizione diversa rispetto a quella ricoperta in granata. Con la Svizzera, infatti, Rodriguez agisce da terzino sinistro, suo vecchio ruolo prima che Juric lo trasformasse definitivamente in un centrale di sinistra nella sua difesa a 3. E proprio sull’allenatore del Toro ha chiosato Rodriguez dopo la vittoria sulla Serbia che ha certificato l’ingresso della Svizzera tra le migliori 16 del torneo. «Sto molto bene – ha detto il calciatore ai microfoni dell’emittente svizzera RSI a proposito della condizione fisica – e ho spinto tanto sulla fascia. In questi ultimi due anni con mister Juric ho lavorato tanto e adesso mi sento bene». Frasi, quelle pronunciate da Rodriguez, che certificano l’alchimia tra il giocatore e il tecnico del Torino, come confermato anche in passato dallo stesso Rodriguez.

Nell’estate 2021, dopo la prima stagione sottotono con il Torino, l’unico desiderio del difensore era lasciare i granata. In quel momento solo Juric è riuscito a convincerlo a sfidare i propri limiti con la sola strada che conosce e continua a inculcare ai suoi: il lavoro. Da oggetto misterioso, Rodriguez è tornato sui livelli degli anni al Wolfsburg, diventando prima titolare inamovibile nel Torino e poi – complice l’addio di Belotti in estate e la querelle sul rinnovo di Lukic – capitano. In campo, lo svizzero guida la squadra e si fa sentire nei momenti di difficoltà (come evidenziato da Juric a inizio stagione). Nello spogliatoio è uno dei punti di riferimento per i compagni, soprattutto quelli più giovani. E a proposito di compagni, venerdì Rodriguez ha avuto la meglio in una sorta di derby contro gli altri granata Lukic, Milinkovic-Savic e Radonjic: «Eravamo andati in vantaggio e poi abbiamo subito due gol dalla Serbia. Ci siamo detti che non poteva finire così. Non abbiamo mollato e abbia mo rimontato e vinto».

L’appuntamento con gli ottavi di finale per la Svizzera di Rodriguez è fissato per martedì sera contro il Portogallo. Alla qualità di Cristiano Ronaldo e compagni, gli elvetici opporranno intensità e accelerazioni, già decisive per vincere 2 delle 3 partite del girone. L’obiettivo della squadra di Murat Yakin, dunque, è raggiungere i quarti che mancano dal 1954. «Il Portogallo si può battere – ha sottolineato Rodriguez a proposito della prossima sfida – ma sappiamo che ci aspetta una partita molto difficile. Loro sono forti e hanno tanta qualità. Abbiamo giocato contro di loro pochi mesi fa, quindi li conosciamo e sappiamo che possiamo farcela. Abbiamo tanta esperienza in campo e tanti giovani interessanti. Dobbiamo crederci e lavorare: solo così potremo andare avanti». La stessa mentalità Rodriguez l’ha mostrata anche sui social, pubblicando la foto del cerchio con i compagni al triplice fischio, e lui al centro a urlare. Da leader, in Qatar come al Toro.

Il Torino al Mondiale con l'uomo di fiducia di Rodriguez
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Il Torino al Mondiale con l'uomo di fiducia di Rodriguez

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