Mondiali 2030, la richiesta della Conmebol alla Fifa potrebbe portare a una svolta storica

L'incontro New York nei giorni scorsi tra Infantino e i rappresentanti delle nazioni ospitanti: "Crediamo in qualcosa di grande"
Mondiali 2030, la richiesta della Conmebol alla Fifa potrebbe portare a una svolta storica
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Dopo aver sancito l’espansione a 48 squadre per l’edizione del Mondiale del 2026, la FIFA potrebbe non fermarsi qui. Secondo quanto riportato dal quotidiano sportivo argentino Olé, la Confederazione sudamericana CONMEBOL ha avanzato una nuova proposta per allargare ulteriormente il numero di nazionali partecipanti al prossimo Mondiale del 2030, portandolo da 48 a 64. L’idea, già presentata nei mesi scorsi, ha ottenuto un importante sostegno: quello del presidente della FIFA, Gianni Infantino, che si è mostrato favorevole all’iniziativa. L’edizione del 2030, che celebra il centenario della prima Coppa del Mondo, è già di per sé storica, con sei Paesi ospitanti su tre continenti. Ora, potrebbe diventare anche la più grande di sempre in termini di partecipazione.

Incontro a New York: Infantino apre al progetto CONMEBOL

Il punto di svolta è arrivato martedì scorso a New York, dove Gianni Infantino ha incontrato Alejandro Domínguez, presidente della CONMEBOL, insieme ai leader delle federazioni calcistiche di Argentina e Uruguay, e ai presidenti di Paraguay e Uruguay. L’incontro ha avuto l’obiettivo di discutere ufficialmente, e per la prima volta di persona, l’idea di un ulteriore allargamento del torneo. La proposta era stata inizialmente illustrata nel marzo 2025 da un delegato uruguaiano durante un vertice virtuale del Consiglio FIFA, ma la riunione negli Stati Uniti segna un’importante evoluzione politica del progetto. Dopo l’incontro, Domínguez ha affidato ai social il proprio entusiasmo: "Crediamo in una storica Coppa del Mondo 2030! Grazie, Presidente Gianni Infantino, per averci accolto e condiviso questo viaggio verso il centenario della più grande festa del calcio". Ha quindi rilanciato un appello alla coesione internazionale: "Vogliamo fare appello all'unità, alla creatività e alla convinzione di credere in grande. Perché quando il calcio è condiviso da tutti, la festa è davvero globale".

Un Mondiale storico tra continenti e celebrazioni simboliche

L’edizione 2030 della Coppa del Mondo è già destinata a entrare nella storia, indipendentemente dall’eventuale allargamento a 64 squadre. Per celebrare i 100 anni dalla prima edizione del torneo, organizzata nel 1930 in Uruguay, sei nazioni ospiteranno l’evento: Spagna, Portogallo e Marocco saranno le sedi principali, mentre Argentina, Uruguay e Paraguay ospiteranno almeno una partita ciascuno nella fase iniziale. La FIFA ha scelto questa formula itinerante per rendere omaggio alla nascita della competizione. Domínguez ha sottolineato con forza il valore simbolico di questa edizione: "Con l'avvicinarsi della data, dobbiamo ribadire che questo non può essere solo un altro evento, non può essere solo un altro Mondiale". E ha aggiunto: "Crediamo che questa sia un'opportunità unica nel secolo, quella di far giocare le partite della fase a gironi in Uruguay, Argentina e Paraguay". Anche il presidente della federazione argentina, Tapia, ha commentato l’incontro sui social: "Siamo una famiglia e abbiamo fatto la nostra parte per richiedere questo incontro affinché il nostro sogno possa diventare realtà".

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