© Getty ImagesFilotto azzurro, quattro vittorie in altrettanti incontri, Israele sportivamente cancellato: Gattuso si gode la sua Italia, guadagnandosi e preparandosi al drammatico appuntamento di marzo quando dovremo battere due avversarie una dopo l'altra per guadagnarci la partecipazione al Mondiale 2026, tornando a giocare una Coppa del Mondo dodici anni dopo l'ultima volta. Undici gol in ventiquattro presenze, l'uomo che si prende sulle spalle la Nazionale è il bomber dal sangue argentino, Mateo Retegui da San Fernando, Buenos Aires: doppietta con un gol per tempo, un rigore di personalità trasformato di potenza dopo aver sbagliato quello precedente contro l'Estonia e un destro a giro meraviglioso di pura tecnica a chiudere la partita. Il tutto mentre fuori protesta civile e rabbia si mescolano per il genocidio di Gaza, per l'ipocrisia di Fifa e Uefa, per una partita che aveva molto, davvero molto fuori dal campo per tutto il mondo non calcistico. Nel recupero finale il sigillo di Mancini a rendere più largo il trionfo azzurro.
Gigio para l'assalto israeliano, il gol è di Retegui su rigore
Gattuso sceglie come annunciato il 352 con Di Lorenzo braccetto e centrocampo pesante: Barella, Locatelli e Tonali. Esterno si rivede Cambiaso con l'intoccabile Dimarco e proprio l'esterno della Juve si costruisce una giocata alla Robben prima del quarto d'ora, azione splendida con tanti tocchi di prima e un siluro di sinistro che sibila a lato del palo della porta israeliana. Ma anche Israele non sta a guardare, Calafiori si perdere Khalaili e Glouck grazia Donnarumma mandando fuori da ottima posizione. E proprio Gigio ci tiene vivi al 28' quando ci facciamo sorprendere in velocità dal contropiede israeliano - partito da un fallaccio su Raspadori clamoroso che Turpin non vede - con Solomon che spara a colpo sicuro trovando i guanti del numero 1 azzurro a conservare lo 0-0. Si combatte pallone su pallone, azzurri che fanno fatica a sbloccare il fortino avversario fino ai minuti di recupero quando Retegui furbo si guadagna il rigore del vantaggio, trasformato con una botta alla destra di Glazer.
Ancora Donnarumma decisivo. Retegui esiziale su Israele
Entra Esposito per un Raspadori tanto mobile quanto superficiale, più peso nell'attacco azzurro. Alla ripresa è questa l'unica mossa del ct, che si aggrappa comunque ancora a Donnarumma e alla sua eccezionale presenza tra i pali: ancora Glouck a provarci, ancora Gigio a negargli il gol. Dall'altra parte è Cambiaso ad andare in rete ma il gioco è fermo per una posizione evidente di fuorigioco dell'esterno. L'ingresso comunque di Esposito cambia la partita di Retegui, mattatore della gara: maggiori spazi per Mateo che al 74' controlla al limite dell'area e piazza il destro tanto preciso quanto potente, a giro, a infilarsi a fil di secondo palo con Glazer battuto. Pratica archiviata, Esposito si divora il tris su assist del compagno di reparto, Spinazzola e Cristante entrano nel finale a far respirare Cambiaso e Locatelli, Piccoli e Cambiaghi ad esordire: è festa sportiva azzurra mentre fuori Udine soffre.
