Al Portogallo non basta Cristiano Ronaldo: l'Ungheria pareggia nel recupero

CR7, doppietta e record nelle qualificazioni. Rossi, che cuore: Szoboszlai la pareggia al 91’ e rinvia la festa dei lusitani
Al Portogallo non basta Cristiano Ronaldo: l'Ungheria pareggia nel recupero© Getty Images

Dopo la risicata vittoria allo scadere contro l’Irlanda, il Portogallo ha avuto a che fare con un rivale più astuto e qualitativamente più dotato. L’Ungheria che cerca la storica qualificazione ai Mondiali, infatti, ha approcciato la sfida del José Alvalade con la disciplina tattica ideale per tenere a bada il palleggio dei padroni di casa, portandosi anche in vantaggio al nono minuto con Szalai, che impattava di testa su corner sovrastando il più minuto Bernardo Silva. Come contrappeso della voglia di giocare a calcio, tuttavia, i ragazzi allenati da Marco Rossi hanno concesso troppi spazi tra le loro maglie difensive.

Cristiano ancora letale

E quando ci sono spazi, nonostante i 40 anni d’età, Cristiano Ronaldo si conferma letale come nessun altro. Prima su un forte rasoterra di Semedo a metà del primo tempo e poi su un cross di Nuno Mendes prima dell’intervallo, il capitano lusitano pareggiava e portando avanti suoi con due reti da gran bomber, che ieri sera è arrivato a quota 143 gol totali in nazionale. Più sciolti e in fiducia, Ronaldo e compagni hanno cercato di chiudere la pratica nella ripresa. Ma il palo alla sinistra di Toth graziava due volte l’estremo difensore ospite sulle conclusioni da fuori di Ruben Dias e Bruno Fernandes. Il portiere magiaro salvava prima su Pedro Neto e poi su Joao Felix. E da lì si accendeva l’orgoglio ospite: la traversa salvava Diogo Costa su un altro colpo di testa di Szalai, ma a tempo scaduto e a metà ripresa era la traversa portoghese a salvare Diogo Costa su un altro colpo di testa di Szalai, stavolta in incursione. Nel finale l’orgoglio ungherese veniva fuori, e il leader Szoboszlai trovava allo scadere di sinistro il guizzo da centravanti che evita la fuga definitiva dei lusitani e, soprattutto, conferisce speranze di Mondiali ai magiari.

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