Nel suo caso è ancora presto per scrivere la “letterina”, anzi, le letterine, intese come convocazioni: 100 giorni oggi alla prima sfida playoff contro l’Irlanda del Nord (il 26 marzo), una cinquantina scarsi allo stage, non ancora ufficiale, di inizio febbraio. Con l’avvicinarsi del Natale, però, come una tv per bambini il calcio italiano nelle ultime settimane ha bombardato Rino Gattuso di spot di possibili regali per la sua Nazionale. Su alcuni di loro il ct aveva messo gli occhi già da tempo, altri sono sbucati a sorpresa e in anticipo sulla “data di uscita” prevista, altri ancora sono ritornati di moda.
Zaniolo e Palestra nel mirino di Gattuso
Tra quelli che tentano Gattuso già da un po’, sicuramente c’è Nicolò Zaniolo. Lo aveva anche citato esplicitamemte, il ct, all’apertura dell’ultimo raduno: "Quello che sta facendo gente come Zaniolo e Palestra è sotto gli occhi di tutti". Marco Palestra, eccolo un altro regalo a cui Gattuso pensa da un po’. Vent’anni, esterno a tutta fascia cresciuto nell’Atalanta, è esploso in prestito al Cagliari collezionando già tre assist, due contro Genoa e Juve a fine novembre. Da sempre nelle Nazionali giovanili, è uno di quei regali usciti in anticipo di cui si diceva prima. Un mix di corsa, fisico, qualità e personalità che potrebbe tornare utile sulla fascia destra azzurra, per quanto ben coperta tra Di Lorenzo, Cambiaso e Bellanova.
L'ascesa di Davide Bartesaghi
Stessa età, almeno come anno di nascita visto che lui 20 anni li compirà il 29 dicembre, stessa fioritura arrivata in anticipo sui tempi previsti e stessa propensione ad agire in una zona che in azzurro è già ben frequentata, tra Dimarco, ancora Cambiaso e Calafiori. Eppure, di nuovo come per Palestra, anche la freschezza di Davide Bartesaghi potrebbe essere utile a Gattuso. Il terzino sinistro milanista è in assoluto l’ultima novità offerta al ct dal campionato di Serie A, dove aveva esordito già nel 2023-24 (6 presenze per 74 minuti) e dove all’ultima giornata della passata stagione (4 presenze per 118 minuti) aveva debuttato da titolare. Un posto da titolare del Milan che Bartesaghi si è conquistato in questi primi mesi agli ordini di Massimiliano Allegri: sfruttando inizialmente l’infortunio di Pervis Estupinan, ma poi grazie a un crescendo di prestazioni che gli ha permesso di restare stabilmente tra gli undici iniziali anche dopo il ritorno dell’ecuadoriano. Un crescendo sublimato dalla doppietta di domenica contro il Sassuolo: era dal 28 febbraio 1988 che un difensore milanista così giovane non segnava in Serie A e quel difensore, 19 anni e 247 giorni contro i 19 e 350 giorni di Bartesaghi domenica, si chiamava Paolo Maldini. Che però di gol ne aveva fatto uno solo: doppiette a meno di 20 anni, tra i difensori milanisti, non ne aveva mai segnate nessuno. "Maldini è un mio idolo, ma piano con i paragoni", ha accantonato l’accostamento lui, con la saggezza che lo sta aiutando a portare una maglia pesante come quella rossonera. Un peso che Gattuso conosce bene...
