La carta d'identità non serve quando si parla di Cristiano Ronaldo. Il nome del fuoriclasse portoghese è stato al centro del dibattito negli ultimi giorni per via del suo sciopero in Saudi League per protestare contro il fondo Pif e l'acquisto di Benzema da parte dei rivali dell'Al Hilal, la squadra di Simone Inzaghi al momento in testa alla classifica. Ma dietro ci sarebbe stato anche un altro gesto nobile. Ora CR7 è pronto a rientrare in campo e fare gol e anche il ct del Portogallo Martinez spera di vederne altri, in vista anche del Mondiale, il grande obiettivo della Nazionale e anche di Cristiano. L'ex Real e Juve nonostante non domini sulla fascia come ai vecchi tempi, continua a segnare reti importanti, come quella in finale di Nations League contro la Spagna. E l'intenzione è quella di ripetersi tra qualche mese. Intanto il commissario tecnico ha speso belle parole nei suoi confronti.
Martinez e il futuro di Cristiano Ronaldo
Il ct ha espresso il suo grande orgoglio nel guidare i rossoverdi alla BBC: "Questo è un Paese con una storia enorme, che ha sempre prodotto grandi giocatori: da Eusébio, Pallone d’Oro nel 1965, a Luís Figo, Rui Costa, João Pinto. Il Portogallo ha vinto tutto tranne la Coppa del Mondo, ma oggi c’è un impegno incredibile: questa squadra è un mix di quattro generazioni". Martínez ha poi sottolineato le grandi generazioni a confronto nel gruppo: "Abbiamo un capitano di 41 anni, Cristiano Ronaldo, e il più giovane, João Neves, nato nello stesso anno in cui Cristiano ha debuttato in nazionale". Proprio su CR7, il commissario tecnico è stato netto: "È molto facile allenarlo. Ha standard elevatissimi, aspettative chiare sul lavoro e un impegno totale. È un esempio di cosa significhi rappresentare il Portogallo. Parliamo di un giocatore che ha segnato 25 gol nelle ultime 30 presenze internazionali. Non gioca per quello che è stato, ma per quello che è oggi". E a proposito del futuro dell'ex Real e Juve: "Le sue statistiche fisiche non sono quelle di un atleta in declino. Può continuare a lungo. Sarà lui, con la sua autocritica, a capire quando non sarà più utile alla squadra".
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